In città aumentano i disturbi mentali: ne soffre l'8,2% dei ragazzi

Redazione DottNet | 21/01/2009 18:31

medicina psichiatria ricerca

L'8,2% dei ragazzi italiani fra 11 e 14 anni che vivono in aree urbane ''soffre di un disturbo mentale clinicamente diagnosticabile''.

E' emerso dallo studio Prisma, in via di pubblicazione su 'European Child and Adolescent Psychiatry'. Lo ha detto il responsabile dello studio, Massimo Molteni, Unità di Neuroriabilitazione dell' IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini (Lecco). Lo studio, cominciato quattro anni fa, è stato condotto su un campione di 3.418 ragazzi di Roma, Milano, Lecco, Cagliari, Pisa, Rimini e Conegliano Veneto (Treviso). ''Allo screening generale - ha spiegato Molteni - i giovani che presentavano un qualche disagio emozionale erano pari al 9,8%, ma non sempre il disagio emozionale raggiunge la significatività per dare origine a un disturbo clinico conclamato''. I risultati, che secondo Molteni fotografano una situazione lievemente migliore di quanto accade a livello internazionale, indicano ancora che il 6,5% dei ragazzi soffre di disturbi di ansia e depressione mentre l'1,2% ha disturbi esternalizzanti, cioè disturbi della condotta, sindromi del bambino iperattivo (Adhd), disturbo oppositivo-provocatorio. Proprio per seguire meglio i giovani e abbassare la soglia dell'8,2% dello studio Prisma, si è costituita la Fondazione SAPERE, che ha varato un progetto di grande respiro con il coinvolgimento di una sessantina di ricercatori, associazioni e aziende, col compito di preparare già nel 2009 un sito Internet, un Forum sul disagio giovanile, un Libro bianco e un primo progetto strategico di ricerca.