Pensione, ecco chi potrà chiederla e come

Previdenza | Redazione DottNet | 17/10/2016 18:21

L'Ape e i vantaggi: in prima linea i nati nel 1953

La classe dei nati nel 1953, la più penalizzata dalle riforme delle pensioni degli ultimi anni vede uno spiraglio per l'accesso alla pensione: con il disegno di legge appena approvato dal Consiglio dei ministri, infatti, saranno soprattutto coloro che compiono 63 anni nel 2016 ad utilizzare in prima battuta l'Ape insieme ai nati dei primi 4 mesi del 1954 dato che le fasce di età più anziane sono in gran parte già uscite grazie ai vari salvacondotti previsti. Secondo le stime del Governo potranno andare in pensione in anticipo 35.000 lavoratori precoci(con 41 anni di contributi) e 25.000 con l'Ape (con almeno 30 anni di contributi i disoccupati e i disabili, con 36 di contributi coloro che sono impegnati in lavori faticosi).

In prima battuta il requisito dei 63 anni andrà raggiunto entro aprile 2017 dato che lo strumento sarà operativo il primo maggio e rientreranno nelle prime domande i nati nei primi 4 mesi del 1954. Per quanto riguarda le classi dei lavoratori più anziani le donne nate fino alla fine del 1952 andranno entro quest'anno con 64 anni di età (e 20 di contributi). Grazie a questa norma della riforma Fornero possono uscire in anticipo anche i lavoratori uomini del settore privato nati entro il 1952 purché abbiano almeno 35 anni di contributi cumulati entro la fine del 2012. A questi requisiti si aggiungono i 7 mesi per l'aumento dell'aspettativi di vita mentre dovrebbe essere rivista l'interpretazione dell'Inps che respingeva le domande di coloro che non risultavano occupati al 28 dicembre 2011. L'uscita anticipata però si presenta piuttosto costosa se non si rientra nelle categorie dell'Ape agevolata (disoccupati, disabili, parenti di primo grado di disabili e lavoratori con attività faticose) soprattutto considerato il fatto che le persone nate nel 1953 che ipotizzano un'uscita volontaria a breve devono chiedere un prestito per oltre tre anni con un taglio di circa il 15% della pensione per 20 anni.

Su questo punto l'Inps si sta organizzando per spiegare esattamente al lavoratore cosa perde prima di certificare il livello della pensione. Per l'Ape agevolata da chiedere una volta esauriti tutti gli ammortizzatori sociali ci sarà probabilmente da subito una forte richiesta dato che quest'anno, nei primi 6 mesi, a causa dell'innalzamento dei requisiti (4 mesi per gli uomini, 1 anno e 10 mesi per le donne) è sceso in modo consistente il numero dei pensionamenti. "Una parte dei nostri connazionali - ha detto il premier, Matteo Renzi - è stata delusa dalla legge Fornero perché gli ha impedito di andare in pensione ma è anche vero che una parte non ne vuol sapere. Noi diamo solo la possibilità, senza impattare troppo sui conti, di uscire e magari fare il nonno o la nonna. Noi buttiamo fuori nessuno, chi vuole uscire prima può farlo, mentre diamo più soldi, come giusto, a chi ha pensioni da fame".

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