Veneto, da fine ottobre le procedure per il concorso farmacie

Redazione DottNet | 17/10/2016 20:46

M5S: un ritardo inconcepibile che dura da quattro anni

"La giunta regionale ha già approvato la delibera che dà il via all'assegnazione agli aventi diritto di circa 200 farmacie in tutto il Veneto. Le procedure partiranno tendenzialmente a fine ottobre, primi di novembre, compatibilmente anche con la disponibilità del Ministero della Salute cui fa capo la gestione della Piattaforma informatica specificamente predisposta". La notizia è stata data dall'assessore alla Sanità Luca Coletto che a Palazzo Balbi, accompagnato dai tecnici dell'Avvocatura e della Farmaceutica regionali, ha incontrato una delegazione di farmacisti veneti che protestavano per presunti ritardi da parte della Regione.

"Non c'è stato nessun ritardo - ha tenuto a precisare Coletto - semmai la giusta attenzione al futuro di tanti farmacisti, perlopiù giovani, che deve essere garantito e il meno incerto possibile, perché ci si muove in una materia che, in tutta Italia, è stata travolta di ricorsi e atti giudiziari. Tanto per citarne uno, c'è stato un ritardo di più di un anno causato dal ricorso di un privato alla Corte Costituzionale, contro la genesi dei procedimenti, che fu la cosiddetta legge 'cresci Italia' del 2012. La stessa legge prevedeva la realizzazione da parte del Ministero della Salute di una Piattaforma tecnologica e applicativa unica per le procedure concorsuali, che però è stata resa operativa solo a marzo 2015".

"Contro le diverse determinazioni di competenza dei Comuni e dei conseguenti provvedimenti regionali e contro la stessa graduatoria in questione - ricorda ancora Coletto - ci sono state azioni giudiziarie di ogni tipo, peraltro pubblicate via via nel sito ufficiale della Regione nella pagina dedicata al concorso per le farmacie. Abbiamo quindi usato serietà e trasparenza nella gestione di un percorso ricco d'insidie - aggiunge Coletto - e ne sanno qualcosa alcune Regioni che hanno inteso forzare la mano e si sono trovate le assegnazioni bloccate dalla Giustizia Amministrativa". "Quelle che faremo noi - ha specificato Coletto - sono da intendersi "definitive" per le sedi farmaceutiche sulle quali non esistono ricorsi, e "provvisorie" per quelle dove invece esistono ricorsi. Le farmacie definite tecnicamente 'sub judice', quelle cioè per le quali si attende un pronunciamento del Tar, diverranno definitive alla conclusione favorevole per la Pubblica Amministrazione dell'iter giudiziario, in caso contrario decadranno automaticamente". Si dovrà inoltre tener conto degli effetti derivanti dai ricorsi di secondo grado sulla graduatoria non ancora definiti.

"Quattro anni per assegnare 224 farmacie sono un insulto ai professionisti che hanno vinto il concorso e a tutti i cittadini veneti": A dirlo è Jacopo Berti, che appoggia "in pieno la protesta dei vincitori del concorso regionale che avrebbe dovuto assegnare le nuove farmacie in tutto il Veneto", svoltasi a Venezia, come si legge in una nota diffusa dal gruppo M5S del Consiglio regionale del Veneto. "Quattro anni per assegnare 224 nuove farmacie sono una vergogna - rileva Berti - la Regione deve procedere immediatamente con l'assegnazione, ci sono professionisti che aspettano da anni di veder riconosciuto un sacrosanto diritto" Il Movimento 5 Stelle ha già formalizzato a luglio un'interrogazione sull'argomento e in risposta la giunta regionale, allargando le braccia, parla di ricorsi e procedimenti amministrativi.

"Vorrei proprio sapere da che parte sta la giunta regionale - continua il capogruppo M5S - che in aula si riempie la bocca di proclami sulla sanità per tutti e di tutti, mentre dietro la schiena nasconde da anni i risultati di un concorso che potrebbe dare ai cittadini veneti 224 presidi fondamentali per la nostra regione". "Le farmacie, e in alcune zone questa è una vera e propria ragione d'essere - sottolinea Berti - costituiscono un ponte fondamentale fra la popolazione e la sanità. Sono presidi sanitari veri e propri, che possono anche costituire un filtro per evitare gli accessi indiscriminati ai punti di primo soccorso e che danno un aiuto fondamentale ai medici di famiglia. Ma se la Regione non le fa aprire i cittadini veneti vengono privati di un presidio a costo zero per la collettività".

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