Bene i conti delle farmacie: fondamentali in positivo

Farmacia | Redazione DottNet | 18/10/2016 11:56

L'analisi è di Giampietro Brunello in occasione di PharmEvolution

Nel loro insieme, i titolari di farmacia hanno saputo reagire alla crisi e difendere la propria redditività, nonostante l’erosione pressoché ininterrotta dei ricavi da Ssn. Lo dicono i “fondamentali” economici delle imprese dalla croce verde: nel 2014 i ricavi sono cresciuti dell’1,39% e nel 2015 dell’1,26%, nonostante l’incidenza delle vendite al Ssn sia calata dal 48,55% del 2013 al 46,52% del 2015. I dati arrivano dalla relazione che Giampietro Brunello, commercialista ed ex amministratore delegato della Sose, ha presentato alla sesta edizione di PharmEvolution, ospitata dal 7 al 9 ottobre a Catania. Dati che i sostenitori della deregulation dei farmaci con ricetta dovrebbero studiarsi cifra per cifra, perché dimostrano che la farmacia riesce a stare in piedi non per merito dei mercati protetti ma per la sua capacità di risposta.

Lo dimostrano, ha spiegato Brunello, i trend dei diversi parametri d’impresa: aumenta la marginalità (14% soltanto nel 2015 sull’anno precedente), indizio di più oculate politiche di pricing nell’area commerciale da parte di parecchi titolari, cresce la produttività per addetto (+1,39% nel 2014, +1,74% nel 2015) e sale anche il valore aggiunto, +2,37 e +9,37% rispettivamente. Positivo anche il contenimento dei costi di gestione (che scendono del 3,73% nel 2015) e il “buon governo” del costo del lavoro, che in media continua a crescere (+0,76% nel 2014 e +2,06 l’anno dopo) ma non varia la propria incidenza sui ricavi della farmacia (9,30% nel 2013, 9,22% nel 2014, 9,28% nel 2015). E non vengono intaccati i livelli occupazionali, con una media per esercizio che resta ferma attorno ai 4,2 addetti.

L’immagine che emerge, in sostanza, è quella di una farmacia che complessivamente riesce a difendere i propri contenuti professionali facendosi comunque più competitiva nei segmenti dell’extrafarmaco. Anche perché nel comparto Ssn prevalgono i numeri preceduti dal segno meno (in media la fustella fa -4,5% nel 2014, resta stabile nel 2015 (0,4%) e torna negativa nel 2016 (-1,7% a giugno) e nel farmaco non rimborsato i trend sono altalenanti (fascia C -1,6% nel 2014 e +2,1% nel 2015; Sop-Otc -0,4% e +4,7%). «Importante anche l’accelerazione impartita dalle farmacie sui servizi» ha osservato in conclusione Brunello «che vanno visti come leva per fidelizzare il cliente e rafforzare il rapporto con il territorio, soprattutto nelle grandi aree urbane».

«La farmacia italiana ha dimostrato in questi anni di essere viva e forte» è il commento di Annarosa Racca, presidente di Federfarma «se la farmacia riesce a reggersi nonostante il calo del rimborsato e della fascia C, è perché riesce a essere competitiva nei segmenti dove mass market ed esercizi di vicinato sono già presenti. Non è la ricetta che fa la differenza, ma la specifica connotazione professionale del canale. La ricetta deve restare in farmacia non per il bene dei farmacisti, ma per quello dei pazienti».

 

 

fonte: federfarma

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