Acne, sì all'antibiotico ma solo per le forme gravi

Redazione DottNet | 19/10/2016 12:27

Dermatologi Usa, al massimo 3 mesi di cura e poi sospendere se non funziona

Gli antibiotici per trattare e gestire l'acne sono consigliabili per le forme moderate e gravi e resistenti ai trattamenti topici, e comunque per il minor tempo possibile, in genere tre mesi al massimo. E' questa una delle indicazioni contenuta nelle linee guida sulla gestione dell'acne, pubblicate dall'Associazione dei dermatologi americani sulla rivista Jama.

La terapia base dell'acne è fatta con i farmaci retinoidi, da usare da soli per l'acne comedonica (cioè la prima fase della malattia, con punti neri e bianchi) o in combinazione con antimicrobici per uso topico (cioè sulla pelle) o orale in pazienti con acne mista o prevalentemente infiammatoria. Anche il perossido di benzoile è un efficace trattamento topico dell'acne, mentre la terapia antibiotica topica (a base di clindamicina o eritromicina) è consigliata solo in combinazione con il perossido di benzoile. Per le ragazze e le donne, i contraccettivi orali combinati sono efficaci nel trattamento dell'acne infiammatoria (cioè accompagnata dalla comparsa di foruncoli rossastri) rilevano i dermatologi Usa.

''L'acne non è una malattia infettiva - precisano i dermatologi italiani in un loro documento, riportato sul sito dell'Agenzia italiana del farmaco - ma una dermatite infiammatoria. Le linee guida internazionali suggeriscono una durata massima del trattamento antibiotico di 3 mesi e la sospensione anticipata a 6-8 settimane se non si hanno i risultati attesi''. In caso di assenza di risposta clinica, sospendere l'antibiotico e passare ad un altro trattamento. Nel caso in cui si fosse già ottenuta la scomparsa dell'acne, concludono, si consiglia il passaggio alla terapia di mantenimento, a base di un retinoide topico e benzoile perossido.

 

 

fonte: ansa