Depressione, nuova possibilità di cura con antinfiammatori smart

Psichiatria | Redazione DottNet | 20/10/2016 12:28

I farmaci intelligenti sono oggi in uso per le malattie autoimmuni

Alcuni antinfiammatori usati per l'artrite reumatoide e altre malattie su base immunitaria hanno effetti antidepressivi. Lo rivela una ricerca condotta da Golam Khandaker presso l'Università di Cambridge in Gran Bretagna e pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry.

La depressione è un disturbo complesso che più volte in passato è stato associato anche a condizioni fisiche quali elevati livelli di infiammazione nell'organismo. Precedenti ricerche hanno inoltre suggerito l'esistenza di un nesso tra disturbi mentali e anomalie del sistema immunitario.

Così gli scienziati britannici hanno pensato di indagare a fondo questo nesso, ri-analizzando dati di una serie di precedenti lavori (sperimentazioni cliniche) su malattie autoimmuni. In particolare gli esperti hanno studiato i risultati di trial clinici con un set di farmaci intelligenti di nuova generazione, antinfiammatori mirati (ad esempio anticorpi) come inibitori di sostanze pro-infiammatorie (citochine).

Ebbene gli esperti hanno visto che questi farmaci avevano effetti antidepressivi sui pazienti - parallelamente e indipendentemente dalla loro efficacia nel trattare la malattia autoimmune per cui erano in fase di test.

In altri termini quegli antinfiammatori intelligenti sortivano un effetto secondario antidepressivo, anche quando non si dimostravano efficaci contro malattia autoimmune per la quale venivano testati.

Il prossimo passo, concludono i ricercatori, sarà testarli direttamente su pazienti depressi che non rispondono agli antidepressivi oggi in uso (i pazienti farmaco-resistenti che sono oltre uno su tre)

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