Iss, linee guida nei parti contro le emorragie

Ginecologia | Redazione DottNet | 24/10/2016 13:35

E' la prima causa di mortalità materna; Ricciardi (Iss), possiamo ridurle

Ogni mille parti si verifica una emorragia grave e, in due casi su 100.000 nati vivi può essere letale per la donna. Per ridurre al minimo il rischio di questo evento, che rappresenta la prima causa di mortalità materna ma che è in parte prevenibile, sono tracciate nelle prime Linea Guida italiane presentate all'Istituto Superiore di Sanità (Iss).. Queste le principali procedure consigliate dal documento nato da un bisogno intercettato grazie ai dati prodotti dal sistema di sorveglianza ostetrica coordinato dall'Iss e condotto in 8 regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia). In queste regioni, tra il 2006 e il 2012 su 100 donne morte a seguito di complicazioni ostetriche, il 43% erano decedute per emergenze emorragiche.

Percentuale che tra il 2013 e 2015 è scesa al 26%, un primo risultato che mostra come buona parte di queste morti siano evitabili. "Le principali criticità riscontrate nella gestione di queste emergenze - sottolinea Serena Donati, del Reparto Salute della Donna e dell'Età evolutiva dell'Iss - sono l'inadeguata comunicazione tra professionisti, il ritardo nella diagnosi, l'inappropriata assistenza durante la gravidanza, l'inappropriata indicazione al cesareo e l'inappropriato monitoraggio della donna nelle prime 24 ore dopo il parto. Informazioni che abbiamo recepito e utilizzato nello sviluppo della nuova Linea Guida". Il rapporto di mortalità materna stimato nel nostro Paese è di 9 su 100.000 nati vivi e si colloca nei valori medio-bassi europei. "Nonostante l'Italia sia tra i Paesi europei con i minori tassi di mortalità materna - dichiara Walter Ricciardi, presidente dell'Iss - si può fare di più. Grazie ai progetti finanziati dal Ministero della Salute stiamo cercando di rendere sempre più capillare la sorveglianza di questo fenomeno perché ci siano sempre meno morti evitabili. Anche la linea guida va in questa direzione".

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