Sanità, la classifica delle migliori regioni: Veneto al top

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 25/10/2016 20:02

Fanalino di coda sono la Campania e la Calabria: il Sud paga lo scotto dei piani di rientro

Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia assicura che con due miliardi saranno assunti settemila medici e infermieri. "In questa legge di stabilità c'è un cambio di prospettiva. Io ero in Parlamento e quando arrivavano le finanziarie di Tremonti le cifre venivano decurtate. Ricordo che la PA significa insegnati, medici, infermieri e forze dell'ordine e noi con questa legge di stabilità e con i due miliardi in più della sanità assumeremo 7000 tra medici e infermieri".

Ma intanto la sanità italiana, soprattutto al Sud, è alla canna del gas, come rivela il C.R.E.A. Sanità dell'Università di Roma Tor Vergata che ha stilato la classifica dei servizi sanitari regionali: Veneto, provincia di Trento e Toscana al top. Calabria e Campania fanalini di coda secondo 12 indicatori analizzati da un panel di 83 esperti. E' un'immagine ormai consolidata negli ultimi anni della sanità italiana, con le regioni che hanno subito dei piani di rientro che arrancano dal punto di vista delle performance.

Il rapporto, giunto alla quarta edizione, si basa sulle valutazioni di diversi attori del sistema sanitario, un panel che conta 83 rappresentanti delle categorie 'Utenti', 'Management aziendale', 'Professioni sanitarie', 'Istituzioni' e 'Industria medicale' chiamati a stimare le performance sanitarie con un giudizio che va da 1 per il massimo a 0 per il minimo. "L'indice complessivo di Performance oscilla da un massimo di 0,63 ad un minimo di 0,33 - si legge - il risultato migliore è ottenuto dal Veneto ed il peggiore dalla Campania".

La Provincia Autonoma di Trento, la Toscana ed il Piemonte hanno una performance superiore al 57% e con modeste variazioni tra l'una e l'altra. Seguono Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia, Basilicata, Umbria, Emilia Romagna, Marche e Lazio con livelli abbastanza omogenei e prestazioni intorno al 50% (nel range 52-55%). Ultime 9, convenzionalmente nell'area "critica", Liguria, Valle d'Aosta, Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Molise, Puglia, Calabria e Campania. Per queste regioni si intravede uno "scalino" negativo della Performance e si registrano valori che scendono progressivamente fino allo 0,33 per l'ultima.

Soddisfatto del risultato il presidente del Veneto Luca Zaia. "Essere in testa a questa classifica vuol dire essere tra le prime sanità a livello europeo - ha commentato -. E' una dimostrazione di quello che abbiamo saputo fare. E' un risultato straordinario - ha aggiunto Zaia - che voglio dedicare a tutti gli operatori del mondo della sanità veneto". A penalizzare le regioni del Sud, sottolinea il documento, sono stati anche i piani di rientro.

"Va infine osservato - sottolineano gli autori, Federico Spandonaro e Daniela D'Angela - che il dato essenziale è che il gradiente della performance è strettamente legato a quello della spesa: buone performance sono associate a livelli maggiori di spesa. I Piani di Rientro nel meridione hanno avuto l'indubitabile pregio di riportare (ed anche rapidamente) sotto controllo la spesa sanitaria, ma ben diverso sarà l'impegno per fare uscire queste Regioni dall'area "critica" delle performance".

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