Vaccini: il ruolo dei media per una cultura della prevenzione

Professione | Redazione DottNet | 07/11/2016 17:24

I media – per l’innata capacità di orientare l’opinione pubblica – dovrebbe assumersi il compito di diffondere le evidenze scientifiche e smascherare le infondate suggestioni emotive.

I vaccini rappresentato una delle più importanti vittorie della medicina, poiché – insieme alle terapie antibiotiche – sono riusciti a contrastare le malattie infettive. Tuttavia, la scomparsa di conseguenze mortali o invalidanti di tante patologie ha indotto le persone a credere che la guerra contro le malattie infettive sia definitivamente vinta. Al contrario, patologie apparentemente scomparse rischiano di ripresentarsi, se a causa del diffondersi di “falsi miti” si abbassa la protezione vaccinale.

La salute collettiva rischia di essere messa in crisi da notizie infondate, per tale ragione è fondamentale che i cittadini non siano lasciati da soli con i loro dubbi, ma dovrebbero ricevere dai medici e dalle istituzioni informazioni attendibili e puntuali relativi a prevenzione e salute.

Sulla base di queste convinzioni, giovedì 3 novembre 2016 la FNOMCeO – insieme all’Eaci (European Association on Consumer Information, Gruppo di Specializzazione della FNSI, con l’appoggio del Ministero della Salute e il Patrocinio della Federazione della Stampa –ha dedicato ai giornalisti il corso di aggiornamento “Perché vaccinarsi: il ruolo dei media per una cultura della prevenzione”

Ricchissimo il parterre di relatori, tra cui spiccano Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute; Roberta Chersevani, Presidente della FNOMCeO; Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità; Roberta Siliquini, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità; ma anche giornalisti del calibro di Piero Angela, Michele Mirabella, Gerardo D’Amico.

«L'obiettivo del convegno – chiarisce Roberta Chersevani Presidente Fnomceo – è porre le basi per un'alleanza tra Medici, Ricercatori, Istituzioni e Giornalisti per la diffusione, in maniera responsabile, civile e disinteressata, di una cultura della prevenzione fondata sulle migliori e più aggiornate evidenze scientifiche».

«La garanzia della completezza e della correttezza delle notizie che arrivano al cittadino – sottolinea con fermezza Simona Dainotto, Presidente Eaci (European Association on Consumer Information) – è determinante, anzi è una delle strategie fondamentali per la promozione della Salute. Per questo è necessario che i giornalisti che si occupano di queste tematiche non siano occasionalmente prestati al settore ma specificamente formati, per poter fornire all’utente tutte le informazioni necessarie per una decisione libera e consapevole».

Clicca qui, per leggere il programma completo.

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