Terremoto, stop alle collette di farmaci

Farmaci | Redazione DottNet | 09/11/2016 14:35

Appello ai farmacisti di tutta Italia affinché trasmettano l'appello ai propri clienti

Stop alle collette fai da te dei farmaci di casa per le zone del terremoto perchè appesantiscono la macchina degli aiuti. L'appello, pubblicato sul sito di Federfarma, arriva da Pasquale D'Avella, presidente di Federfarma Marche. Come già accaduto nel reatino dopo il sisma del 24 agosto, anche nelle zone del maceratese colpite dalla doppia scossa di fine ottobre si cominciano a registrare episodi di 'generosità in eccesso', che ingolfano la macchina degli aiuti.

E' il caso di quei privati che, a titolo personale, raggiungono le aree terremotate con scatole di medicinali raccolti con collette di rione o svuotando l'armadietto dei farmaci di casa. ''Queste iniziative - commenta D'Avella - confermano una volta di più il grande cuore degli italiani, ma rischiano di creare problemi più che risolverli''. Tali raccolte, infatti, finiscono per mettere assieme farmaci e prodotti di cui non c'è reale bisogno nelle zone terremotate, dove invece le necessità sono estremamente specifiche. Inoltre, in molti casi i medicinali che vengono donati hanno scadenze ravvicinate, quindi devono essere smaltiti.

''Il risultato - continua D'Avella - è che la macchina degli aiuti viene appesantita anziché alleviata''. Da qui l'appello di Federfarma Marche ai farmacisti e alle farmacie di tutta Italia, perché a loro volta lo diffondano a cittadini e autorità locali: ''nelle aree colpite non c'è bisogno di farmaci perché le riserve già presenti bastano a soddisfare tutte le necessità''. La regione Marche ha inoltre disposto per queste zone misure speciali, come l'esonero da ogni forma di compartecipazione e la gratuità dei farmaci di fascia C e Cbis, che consentono di accedere all'assistenza farmaceutica senza oneri. ''La filiera funziona regolarmente - conclude D'Avella - e le farmacie, anche quando costrette a lavorare in sistemazioni di fortuna, riescono ad assicurare alle popolazioni un rifornimento costante''.

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