Censis, per 13 mln d'italiani visite con raccomandazioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 10/11/2016 13:45

Nel 2016 così hanno saltato le liste attesa; per il 71% sono ancora troppi sprechi

Nel 2016 ben 13,5 milioni di italiani hanno saltato le lista d'attesa per visite e accertamenti medici grazie a conoscenze, raccomandazioni o pagando. Questo uno dei principali risultati della ricerca 'La forza della trasparenza per il welfare italiano', realizzata dal Censis per il Forum Ania-Consumatori e presentata oggi a Roma, dalla quale emerge pure che il 58% degli italiani è convinto che molti dei tagli nel welfare siano stati utili per colpire sperperi e inefficienze ma per il 71% ci sono ancora troppi sprechi nella Sanità.


    Tra i cittadini, emerge dall'indagine, prevale l'opinione che in passato il welfare sia stato troppo generoso e che questo aspetto sia stato una delle cause della crisi (lo pensa il 50,6%). Anche per questo motivo, il 58,1% dei cittadini è convinto che molti dei tagli finora operati nel welfare siano stati utili, colpendo sprechi e inefficienze. Gli italiani esprimono pertanto consenso per una logica razionale della politica economica: sì ai tagli che sanno colpire sprechi e inefficienze, no ai tagli lineari e indiscriminati. Per il 71,4% degli italiani, tuttavia, ci sono ancora troppi sprechi in sanità, con il 19% convinto che alcuni accertamenti diagnostici e visite specialistiche a loro prescritti siano stati inutili.


    Il 71,3% ritiene ci siano sprechi nell'assistenza sociale (ad esempio, pensioni d'invalidità ingiustificate) e l'86,8% conosce persone che godono di prestazioni a cui non hanno diritto.
    Dalla ricerca emerge anche il quadro di un welfare in cui i cittadini 'si arrangiano': 13,5 mln di italiani dichiarano infatti di aver saltato la lista di attesa ricorrendo a conoscenze, raccomandazioni oppure facendo regali o pagando. Il welfare italiano "è stato da sempre piattaforma di sicurezza per le famiglie, garantendo le spalle coperte - ha sottolineato Giuseppe De Rita, presidente Censis -. Se le famiglie come soggetto di welfare garantiscono risposte quotidiane ai bisogni sociali, è importante metterle nelle condizioni di capire chi, dove, con quali risorse possono sostenerle. La trasparenza nell'uso delle risorse - conclude - non è una clava contro il welfare, ma uno strumento per renderlo migliore".

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