Tra innovazione e cure primarie: la base per la rete territoriale

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 11/11/2016 12:25

Convegno a Milano con l'amministratore delegato di Merqurio Salvatore Ruggiero

Non si può parlare di un moderno Servizio Sanitario Nazionale senza passare attraverso una totale rivisitazione dei luoghi e dei processi terapici. Fulcro dell'assistenza sanitaria restano le cure primarie, quel tassello tra paziente e ospedale che diventa la base per la riorganizzazione della rete ospedaliera e della messa a disposizione dei cittadini di servizi di continuità territoriale e domiciliarizzazione.

Se n'è parlato nel corso della seconda edizione di S@lute 2016, il forum dell’innovazione in sanità di Milano organizzato da Allea e Fpa con Motore Sanità e il patrocinio di ministero della Salute e Conferenza delle Regioni. Il tema è stato toccato dall'evento “i nuovi modelli di cura primaria”, moderato dall'amministratore delegato del Gruppo Merqurio Salvatore Ruggiero (nella foto). Prendere spunto dalle migliori pratiche internazionali significa creare un nuovo modello di assistenza, più equo, che vada oltre la sola medicina di gruppo nell'ottica della massima efficienza.

Un contesto dove digitalizzare la sanità non significa risparmiare ma razionalizzare i processi per “facilitare la diagnosi predittiva, intensificare la comunicazione tra professionisti della sanità e pazienti, estendere i luoghi di cura al di là delle loro sedi fisiche e infine incoraggiare la ristrutturazione gestionale, assicurando economie che aiuteranno il sistema a «tenere botta» di fronte ai costi crescenti dell’assistenza”. Un traguardo non facile ma raggiungibile grazie anche alle nuove tecnologie.

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