Fimmg, con il Creg meno ricoveri per i pazienti cronici

Medicina Generale | Redazione DottNet | 11/11/2016 20:58

Il progetto lanciato in Lombardia coinvolge 500 medici. 'Chronic Plus', dedicato alla presa in carico dei pazienti cronici, vince il Premio S@lute 2016.

Il progetto Creg, lanciato da Regione Lombardia come nuovo modello di gestione dei pazienti affetti da patologie croniche, "ha 500 medici coinvolti che il prossimo anno diventeranno mille, quasi 20 cooperative, 200 mila pazienti seguiti con la possibilità che diventino mezzo milione nei prossimi mesi, con l'allargamento della sperimentazione a Brescia e Pavia". Lo ha spiegato il Segretario regionale Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, Fiorenzo Corti, a margine della premiazione di S@lute 2016, riconoscimento promosso da Forum dell'Innovazione in sanità che si è tenuto a Palazzo Lombardia. Attraverso il Creg "il paziente trova una serie di prestazioni all'interno dello studio del medico di famiglia - ha spiegato - e l'utilizzo di procedure innovative. È una sperimentazione che ha grande valore anche dal punto di vista della prevenzione, i dati dimostrano che i pazienti seguiti in Creg vengono ricoverati meno e vanno meno al pronto soccorso perché sono curarti meglio".

I medici di famiglia associati in cooperative somministrano un piano assistenziale individuale " con l'utilizzo di strumenti di tele medicina che permettono di identificare lo studio del medico di famiglia come una struttura di vicinanza". Altra importante novità introdotta dal Creg è il Pai, Piano assistenziale individuale. "Un procedimento che il medico attua per stabilire quale è il percorso di cura di quel paziente - ha spiegato Carlo Maria Teruzzi, Coordinatore medico di cooperativa Iniziativa medica lombarda -. Un percorso di natura personalizzata". Altra novità è la presenza di un centro servizi che valuterà se "questo percorso venga effettivamente svolto - ha continuato - si tratta di una struttura esterna di cui il medico si avvale e che deve gestire il percorso di cura nei suoi elementi". Nell'ambito del progetto Creg per il monitoraggio del paziente cronico "si possono implementare dei devices a casa del paziente per il controllo - ha concluso -, per un monitoraggio costante nei pazienti in cui è necessario".

È 'Chronic Plus', il progetto dedicato alla presa in carico dei pazienti cronici nell'ambito del progetto sperimentale Creg della Regione Lombardia, il vincitore del Premio S@lute 2016. Il riconoscimento, che ha l'obiettivo di celebrare l'eccellenza dell'innovazione italiana in sanità, è stato consegnato ai vincitori nell'ambito del Forum dell'Innovazione in sanità a Palazzo Lombardia. Il progetto è stato sviluppato da Vree Health, società del gruppo MSD Italia dedicata allo sviluppo di soluzioni di sanità digitale in ambito pubblico e privato. Il tutto in partnership con le cooperative dei medici di medicina generale che hanno aderito al progetto Creg in Lombardia, un nuovo modello di gestione dei pazienti cronici, che consente di migliorare la qualità di vita e il quadro clinico del paziente, oltre a garantire sostenibilità al Sistema sanitario nazionale. Chronic Plus "è una soluzione che svolge tre compiti nel perimetro del progetto Creg", ha spiegato Luca D'Attila, Direttore Vree Health. Il primo è quello di fornire una piattaforma informatica che consente al medico, al paziente e al sistema sanitario di scambiare dati e informazioni. Un altro aspetto è quello di erogare un servizio di call center attraverso un centro servizi: degli infermieri al telefono dialogano con il paziente per assicurare il rispetto del piano di cura definito dal medico. Infine dei dispostivi di tele medicina che consentono al medico di eseguire una serie di esami diagnostici di base direttamente nel proprio ambulatorio.


    La tecnoassistenza in Italia non viene ancora utilizzata in modo omogeneo come strumento della gestione della cronicità ma a "livello nazionale linee guida hanno dato preciso indirizzo per migliorare i percorsi di cura ricorrendo alle nuove tecnologie - ha spiegato D'Attila -. Ci aspettiamo che il Piano nazionale delle cronicità e il Patto per la sanità digitale incentivi tutte le Regioni ad attivare progetti in tale senso". "Serve portare a sistema le esperienze già presenti sul territorio, uscire dalla dimensione pilota e inserire questi servizi - ha concluso - nei livelli essenziali di assistenza".

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