Diabete: 12 miliardi per i costi indiretti, è Tsunami economico

Diabetologia | Redazione DottNet | 14/11/2016 17:50

Occorre avviare azioni concrete per ridurre il numero di decessi

Il diabete registra oggi numeri da 'tsumani economico', con 415 milioni di malati nel mondo ed una spesa solo per costi indiretti - ovvero prepensionamenti e assenze dal lavoro - pari a 12 mld di euro solo in Italia secondo una stima della London School of Economics. L'allarme arriva dalla Società italiana di diabetologia (Sid) che, in occasione del convegno al Senato 'Il diabete in Italia fra ricerca e assistenza' per la Giornata mondiale del diabete che si è celebrata ieri, lancia una roadmap in 8 punti. Bisogna avviare azioni concrete, avverte la Sid, per ridurre l'altissimo numero di morti e le complicanze del diabete: infarti, ictus, amputazioni, insufficienza renale fino alla dialisi, perdita della vista.

E' ora di "risvegliarsi da un sonno che è durato troppo a lungo e che non solo ha ridotto la potenzialità dei ricercatori che operano in Italia ma ha contribuito a declassare la malattia ad una sorta di fastidio molto diffuso ma senza particolari conseguenze per la salute. Purtroppo - afferma Giorgio Sesti, presidente Sid - non è così e nasconderlo impedisce il sostegno alla ricerca e l'accesso alle cure migliori, le uniche che possono garantire una riduzione di morti, infarti, ictus, amputazioni".

Eppure, la Ricerca italiana sul diabete è di qualità elevata e riconosciuta internazionalmente, collocandosi al terzo posto nella graduatoria mondiale quando agenzie specializzate la valutano dai suoi prodotti scientifici (i lavori pubblicati sulle riviste internazionali) e diventa prima se il risultato è aggiustato per gli scarsi finanziamenti ricevuti. I fondi per la ricerca sono, infatti, troppo pochi: le istituzioni, rileva la Sid, "destinano alla ricerca sul diabete circa 2,5 mln di euro l'anno, pari a circa 5 mila euro per ognuno dei circa 500 ricercatori attivi in Italia. E i cittadini fanno ancor meno: le donazioni liberali e quanto destinato con il 5xmille ammontano a poco più di 100 mila euro l'anno".

E' arrivato il tempo, conclude Enzo Bonora, presidente della Fondazione Diabete Ricerca, "che i cittadini e i decisori politici considerino il diabete una priorità socio-sanitaria, e che si attraggano investimenti pubblici e privati seguendo modelli di successo applicati in altre patologie come i tumori".

Una road-map in 8 punti per favorire la ricerca sul diabete, che fa registrare ormai numeri da epidemia oltre che, affermano gli esperti, da vero e proprio 'Tsumani economico'. A presentarla,è la Società italiana di diabetologia (Sid), insieme alla Fondazione e all'Associazione 'Diabete Ricerca'. Questi gli 8 punti della roadmap dei diabetologi:

1.Creare nell'opinione pubblica un senso di urgenza, un bisogno di cambiamento radicale nelle politiche, superando qualsiasi conflittualità tra le parti. Non essere disposti ad accettare la negazione dell'emergenza, la non conoscenza delle dimensioni del problema, la paura della malattia o l'isolamento.

2.Rimuovere le barriere e i pregiudizi nei confronti della malattia e garantire l'accesso alle migliore terapie.

3.Avere una visione strategica che unifichi gli sforzi per fornire una corretta informazione, un'approfondita formazione agli operatori e i necessari finanziamenti alla ricerca.

4.Creare collaborazioni stabili e reti di ricerca che consentano di condividere i dati, monitorare la malattia, di valutarne i reali costi diretti e indiretti, di sperimentare nuovi farmaci.

5.Pensare in modo non convenzionale e fuori dagli schemi per favorire la scoperta di nuove terapie di frontiera.

6.Attrarre e supportare economicamente i giovani ricercatori perché possano continuare a svolgere le loro ricerche in Italia.

7.Creare successi a breve e medio termine da diffondere in modo trasparente rendicontando ogni euro speso per la ricerca.

8.Investire più fondi pubblici e privati per la ricerca in campo diabetologico attraverso programmi speciali pluriennali da parte delle istituzioni pubbliche e raccolta fondi attraverso il crowd funding.

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