Tumori, in Lombardia 50% test italiani su colon retto

Redazione DottNet | 23/01/2009 17:30

La patria degli screening per il tumore del colon-retto? E' la Lombardia, dove si effettua circa la metà di tutti i test italiani. Il primato, guadagnato sul campo della battaglia contro questo carcinoma, colloca la Regione fra le prime del Belpaese.

Davanti alla Lombardia solo le 'veterane' dei test per la diagnosi precoce: l'Emilia Romagna e la Toscana, che ha lanciato i suoi primi programmi già negli anni '80. Nonostante il suo debutto più recente, la Regione guidata da Roberto Formigoni "ha fatto passi da gigante", valuta Marco Zappa dell'Osservatorio nazionale screening (Ons).
"Merito dei massicci investimenti che abbiamo riservato alle attività di screening per il cancro alla mammella, al collo dell'utero e al colon-retto", ha osservato l'assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani, durante l'incontro di presentazione di un convegno promosso a Milano dall'Ons. "Si parla di oltre 30 milioni di euro per mettere in piedi i tre programmi di diagnosi precoce - spiega - e contiamo di potenziare ulteriormente le attività".
Una delle strade possibili, annuncia," è quella di dare ai medici di medicina generale una dote anche per gli screening, oltre che per le patologie croniche, affinché si occupino di coinvolgere i propri assistiti nei controlli".
L'ipotesi è in questi giorni al vaglio dei tecnici della Sanità Lombarda. La scelta di proseguire con la promozione dell'attività di diagnosi precoce è legata ai risultati ottenuti: "Solo nel 2007 - annuncia Bresciani - sono stati diagnosticati 934 cancri della mammella di cui il 28% di dimensioni inferiori ai 10 millimetri e quindi in fase precoce. E dal 2005 al 2007 sono stati diagnosticati 2.175 cancri del colon retto". I punti forti della campagna avviata dalla Regione è proprio il monitoraggio dei risultati che porta a porre obiettivi precisi ai direttori generali delle Asl responsabili di aree a bassa adesione, con annesso 'danno economico' per chi non li raggiunge.
In regione i programmi di screening del carcinoma colorettale (con offerta attiva biennale della ricerca del sangue occulto fecale, sof, ai residenti d'età compresa tra i 50 ed i 69 anni), sono stati avviati nel 2005 e oggi sono attivi in tutte le Asl. "Nel 2007, su un target di 2,4 milioni di persone, sono stati invitati quasi 1,3 milioni di lombardi e di questi 514 mila (il 43,3%) si sono sottoposti al test", rileva Bresciani.


 

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