Manovra, tetti per la farmaceutica: sì di Federfarma

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 14/11/2016 20:33

In campo Regioni, deputati, medici, farmacisti e cittadini

Dalla sostituibilità dei farmaci alla formazione dei medici ai tetti sulla spesa farmaceutica: è 'guerra' di emendamenti alla legge di bilancio 2017 e, a scendere in campo, sono le Regioni, ma anche deputati, medici, farmacisti e cittadini. In materia di acquisti centralizzati, la manovra vieta di mettere in gara tra loro principi attivi differenti anche se aventi le stesse indicazioni terapeutiche. Le Regioni però chiedono di modificare l'articolo perché preclude risparmi per centinaia di milioni di euro annui.

La manovra ridisegna anche il sistema dei tetti per la farmaceutica e piace per questo a Federfarma. Quest'ultima critica però gli emendamenti delle Regioni che chiedono di abbassare il tetto sulla farmaceutica convenzionata dal 7,96 al 7% e incrementare quello dell'ospedaliera diretta da 6,89 a 7,85%. "Il Governo - auspica la presidente Annarosa Racca - tiri dritto e non ceda alle richieste di modifica". Tra gli emendamenti delle Regioni che riguardano la spesa farmaceutica, un altro prevede che, in caso di sfondamento del tetto dell'ospedaliera, il ripiano del payback non sia diviso alla pari tra Regioni e aziende, come è oggi, ma per ben il 75% a carico dei produttori. Per ora però l'industria tace.

Piace invece al Tribunale Diritti del Malato, spiega il coordinatore Tonino Aceti, "l'emendamento delle Regioni che prevede di utilizzare il 50% delle entrate dall'intramoenia per assumere personale. Incentiverebbe i controlli". Tanto le Regioni che il Movimento 5stelle sono contrari alla norma sui farmaci biosimilari, che rischierebbe di minare la concorrenza perché impone la stipula di accordi quadro con le aziende produttrici di medicinali a base del medesimo principio attivo. "Preserva gli interessi delle lobby del farmaco", spiegano i deputati M5S in commissione Affari Sociali, "abbiamo riscritto l'articolo".

Altri emendamenti fanno invece discutere i medici. Come quello presentato da Filippo Crimì e Federico Gelli (Pd) che prevede la trasformazione del Corso di Formazione in Medicina Generale in vera e propria Scuola di Specializzazione universitaria: piace alla Cisl Medici e al Segretariato Italiano Giovani Medici, ma vede il muro da parte della Federazione degli Ordini dei Medici e Odontoiatri. "Non si può liquidare frettolosamente con un emendamento, una materia che richiede incontri preparatori e valutazioni da parte di tutti gli stakeholder", commenta la presidente Roberta Chersevani che chiede "un Tavolo Tecnico con tutti gli attori coinvolti".

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