Lorenzin, 7mila precari stabilizzati. Il 17 sit in dei medici a Roma

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 14/11/2016 20:57

Cresce la protesta dei sindacati. Per il Tribunale dei diritti del malato mancano i fondi per i Lea

L'annuncio del ministro Lorenzin sulla stabilizzazione di circa 7mila precari non ha scongiurato l'agitazione dei medici che il prossimo 17 novembre hanno programmato un sit in a Montecitorio. Lorenzin ha confermato a una platea di camici bianchi genovesi che i precari della sanità, medici e infermieri, verranno stabilizzati a breve: i lavoratori avevano uno striscione con scritto "una mentalità vecchia uccide il futuro dei giovani" oltre a foglietti appuntati sui camici con scritto gli anni di precariato. "In questa legge di bilancio io ho fortemente voluto che una parte dell'aumento del fondo fosse vincolato a un fondo strutturale per la stabilizzazione e lo sblocco del turn over - ha spiegato - e prevediamo che questa misura possa interessare più di 7000 precari tra infermieri e medici. Questi elementi sono aggiuntivi rispetto a quelli già effettuati rispetto allo scorso anno; dove abbiamo ricevuto il fabbisogno delle Regioni, abbiamo dato il via libera ad assunzioni a tempo indeterminato. Però - ha concluso il ministro - bisogna fare i concorsi e assumere".

Ma i sindacati sembrano irremovibili: "Per un contratto di lavoro che garantisca dignità professionale e qualità dei servizi sanitari ai cittadini e per la stabilizzazione del precariato e nuova occupazione". A sostegno di queste priorità, medici, veterinari e dirigenti sanitari hanno annunciato una protesta con un sit-in a Roma per il 17 novembre. I medici, i veterinari e i dirigenti sanitari di ANAAO ASSOMED - CIMO - AAROI-EMAC - FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN - FVM - FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) - CISL MEDICI - FESMED - ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI - UIL FPL MEDICI, si annuncia in una nota, "daranno vita ad un sit-in a Roma giovedi 17 novembre a Piazza Montecitorio con inizio alle ore 11.00. Contemporaneamente, i segretari nazionali delle organizzazioni sindacali presenteranno alla stampa le ragioni della protesta e le ulteriori iniziative".

E non è tutto: nel marasma di norme e fondi, arriva l'allarme del Tribunale dei diritti del malato - Cittadinanzattiva in merito alla Legge di Bilancio, ora all'esame della Camera. "Stupiti e preoccupati", perché "rispetto all'Intesa sui Lea manca un miliardo per la sanità per il 2018 e nessuno dice nulla". "Il rischio - spiega il coordinatore nazionale Tonino Aceti - è che il prossimo anno non ci siano soldi a sufficienza per garantire i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea)". "Rispetto a quanto previsto anche nell'ultima Intesa sui Lea tra Governo e Regioni, firmata il 7 settembre 2016 e preliminare al Dpcm sui Lea ora all'esame della Camera - sottolinea Aceti - nel 2017 avremmo dovuto avere 113 miliardi di euro per il Fondo Sanitario Nazionale e nel 2018 115 miliardi. Ma l'articolo 58, comma 10, del disegno di legge Bilancio conferma quelli per il 2017 mentre per il 2018 ne prevede solo 114". Un problema di finanziamento del SSN non di poco conto. "Quel che è più grave - aggiunge - è che nessuno, eccetto la Commissione Salute delle Regioni, ha sollevato il problema. Non c'è richiamo alla mancanza di un miliardo da parte della Conferenza dei presidenti delle Regioni e neppure nel parere della Commissione Affari sociali della Camera".

"Ben venga", invece, secondo l'associazione di cittadini, l'articolo della manovra (59,comma 11) che vieta la sostituibilità automatica tra farmaci biologici e biosimilari. "Come pure la norma che vieta la messa in gara di medicinali a base di principi attivi diversi anche se con stesse indicazioni terapeutiche. Mancano infatti - precisa Aceti - studi testa a testa su sicurezza e efficacia che possano dimostrarne l'interscambiabilità". Il Governo, conclude, "va nella direzione giusta perché non omologa i pazienti e ridà al professionista il ruolo di scelta della terapia più appropriato".

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