Il 28 novembre medici in sciopero: disagi negli ospedali

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/11/2016 17:20

L'annuncio dopo il sit in di protesta. Lo stop sarà revocato solo se verranno accolte le richieste dei sindacati

Pochi e "mal trattati", con troppo carico di lavoro e "risorse incerte per i contratti". Per questo medici, sanitari e veterinari di tutta Italia incroceranno le braccia il prossimo 28 novembre, con possibili disagi negli ospedali, dove saranno a rischio visite mediche ed esami. A proclamare lo sciopero, in occasione di un sit-in di protesta davanti al Parlamento, sono state dieci sigle sindacali della Sanità pubblica.

"Lo sciopero ci sarà a meno che non saranno accolte le nostre proposte su contratti di lavoro, precari e nuove assunzioni nel maxiemendamento alla Legge di Stabilità", annunciano Anaao, Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil Medici, Fvm, Fassid-Cisl Medici, Anpo-Ascoti-Fials Medici e Uil Fp Medici. Nel mirino le "poche e poco chiare" risorse previste per il rinnovo dei contratti dei dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. "I finanziamenti contrattuali - spiega Costantino Troise, segretario dell'Anaao (nella foto) - sono incerti e esigui. Il depauperamento delle risorse accessorie dei vecchi contratti prosegue indisturbato. Sono incerti i numeri volti a finanziare nuova occupazione, che ci dovrebbe consentire di rispettare gli orari europei di lavoro e di stabilizzare 14.000 precari. Sembra una miscela punitiva verso una categoria professionale che svolge un lavoro sempre più pesante".

"Dopo ben sette anni di blocco della contrattazione collettiva - precisa Alessandro Vergallo, presidente del sindacato degli anestesisti (Aaeroi Emac) - le previsione dei fondi disponibili per il rinnovo del nostro contratto collettivo sono, giorno dopo giorno, più erose. Alla fine la disponibilità economica in busta paga sarà di poche decine di euro ciascuno". Al centro della protesta, anche aspetti relativi all'organizzazione del lavoro, direttamente collegati al tema della sicurezza e della tutela della salute dei cittadini. "Veniamo da anni di tagli - Massimo Cozza, segretario Fp Cgil medici - e le risorse stanziate non permettono di sostituire i medici che andranno in pensione. Questo ci mette di fronte a una situazione critica, perché è a rischio l'accesso alle prestazioni e le liste d'attesa non potranno che allungarsi".

Altro nodo è quello del precariato e dell'abuso fatto, negli ultimi anni, di contratti flessibili e atipici. "E' necessario - ribadisce Pierluigi Ugolini, segretario Federazione Medici e Veterinari - che i precari, compresi quelli della ricerca sanitaria, trovino un contratto di lavoro finalmente stabile". Questi punti sono stati illustrati anche in un incontro col ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il ministro, spiega Riccardo Cassi, presidente Cimo, "si è impegnata a farsi portavoce dei medici e a fare in modo che nel maxiemendamento alla legge di Bilancio, che verrà presentato intorno al 24 novembre, possano essere accolte le nostre richieste. Tra queste la defiscalizzazione della produttività, come già previsto nella sanità privata, ma anche welfare aziendale e risorse accessorie". Se queste richieste saranno accolte, i medici si dicono pronti a fare un passo indietro e revocare lo sciopero.

Tuttavia la ministra per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia cerca di smorzare i toni annunciando che "A questo punto siamo pronti a riaprire una stagione contrattuale". Madia spiega che si può ripartire vista "la legge di Bilancio, il fondo, e l'interlocuzione con i sindacati: dopo l'incontro di luglio ne sono seguiti diversi" di tipo tecnico. Oltre alla parte economica c'è quella normativa, su cui, aggiunge, si può "agire" visto che in programma c'è il Testo Unico. Ecco perché, sottolinea, si può aprire una "stagione innovativa, anche sulla parte normativa".

Per la ministra la riapertura della contrattazione non è solo un'opportunità ma, dice, "anche un dovere". "Penso che tutto questo possa essere fatto insieme ai sindacati", evidenzia. Quanto alle cifre stanziate per la Pubblica Amministrazione, la ministra ricorda che la legge di Bilancio in discussione prevede un fondo di "1,9 miliardi per il 2017 e 2,6 per il 2018 sia per valorizzare le forze dell'ordine, sia per riaprire la parte economica della contrattazione". Oltre al fondo per il pubblico impiego, prosegue, ci sono anche "3 miliardi per gli enti territoriali, 2 miliardi in più per la sanità, anche per effettuare assunzioni straordinarie di medici e infermieri, e un altro miliardo per la scuola".

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