Emilia, obbligo vaccini per frequentare gli asili nido

Infettivologia | Redazione DottNet | 23/11/2016 13:29

Ricciardi: occorre subito una legge nazionale. La storia

Per poter frequentare gli asili nido dell'Emilia-Romagna d'ora in poi i bambini dovranno essere vaccinati. Adesso a dirlo è una legge regionale, che fa da apripista per altre Regioni d'Italia, come la Toscana ad esempio che sta già lavorando ad una simile proposta. La Giunta guidata da Stefano Bonaccini vede approvato dall'Assemblea legislativa il suo progetto di legge di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, che ridisegna i servizi 0-3 anni, ma soprattutto introduce l'obbligo di somministrare ai minori l'antipolio, l'antidifterica, l'antitetanica e l'antiepatite B.


    L'articolo della legge in questione è stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi, con il voto contrario del M5s (astenuta la Lega Nord). Ma per Bonaccini non c'è alcun dubbio sulla bontà di questo provvedimento, perché "la nostra legge è a tutela della salute pubblica - ha detto - cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi".


    Dubbi sulla costituzionalità della norma vengono però avanzati dal Codacons, secondo cui se la legge "verrà messa in pratica porterà ad una raffica di denunce contro gli asili nido", che rischierebbero di essere denunciati per abuso di atti d'ufficio e violenza privata.
    In Emilia-Romagna comunque la percentuale di bambini vaccinati è diminuita negli ultimi anni: dal 2014 è scesa al di sotto del livello di sicurezza del 95% (limite indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità) e nel 2015 la copertura per le quattro vaccinazioni obbligatorie ha raggiunto il 93,4%. Per questo la Giunta ha deciso che "la salute delle persone va garantita e protetta, non lasciata a improbabili convinzioni o, per usare le recenti parole sui vaccini del presidente Repubblica, Mattarella, a sconsiderate affermazioni prive di fondamento", ha aggiunto Bonaccini.
 

    Dure le critiche da parte del M5s. Per Raffaella Sensoli, consigliere regionale del Movimento, "nessuno si è mai sognato di mettere in discussione l'utilità dei vaccini ma le nostre critiche - ha spiegato - hanno riguardato soprattutto il metodo con il quale si vuole portare avanti questa obbligatorietà che non farà altro che allontanare ancor di più quei genitori che oggi, a causa anche della scarsa informazione, continuano a non voler vaccinare i propri figli. La coercizione non era e non è la strada giusta".

Quella dimostrata dalla Regione Emilia Romagna, la prima ad aver varato una legge per l'obbligatorietà delle vaccinazioni per i bambini che frequentano gli asili nido, è una "leaderhip coraggiosa", ma su una questione così "cruciale è auspicabile una legge del Parlamento che uniformi l'obbligatorietà su tutto il territorio nazionale, a tutela di tutti i bambini italiani". Il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, apprezza la decisione dell'Emilia ma sottolinea come il calo delle vaccinazioni a livello nazionale sia "estremamente preoccupante", con gravi rischi per la salute, e richieda misure urgenti. "Apprezziamo moltissimo questa dimostrazione di leadership coraggiosa dell'Emilia Romagna, che ha fatto presto e bene una legge che avremmo voluto non fosse necessaria, ma che i numeri rendono invece indispensabile - ha detto all'ANSA Ricciardi -


    Sarebbe ovviamente preferibile un'adesione libera e consapevole alle vaccinazioni, ma il declino dei tassi di copertura registrato negli ultimi anni e la conseguente vulnerabilità per migliaia di bambini rendeva necessaria una legge come quella varata dall'Emilia". Tuttavia, ha rilevato, "è anche auspicabile che tali iniziative non siano lasciate alle singole Regioni, ma che sia il Parlamento ad affrontare con unitarietà tale problema su tutto il territorio". Sarebbe quindi importante che il Parlamento varasse una "legge nazionale in materia di obbligo delle vaccinazioni nei nidi, anche perchè - avverte il presidente Iss - ci sono Regioni con dati di copertura ancora peggiori e ciò mette a rischio la salute soprattutto dei bambini più fragili". Ad oggi, anche altre Regioni - come Toscana, Lombardia e Marche - sarebbero intenzionate a seguire l'esempio dell'Emilia. Ciò a fronte di tassi vaccinali tra i bambini che tendono a scendere ogni anno di più. Tanto che negli ultimi 5-6 anni in Italia, ha sottolineato Ricciardi, "si è registrato un calo delle vaccinazioni tra i bambini di circa 20-30mila unità, passando da una soglia di vaccinazioni vicina al 99% della popolazione pediatrica ad un valore poco al di sotto del 95%. E ciò per varie ragioni, ma soprattutto a causa dell''ignoranza' e delle 'leggende' metropolitane collegate ai vaccini, che nulla hanno di scientifico''.

Le vaccinazioni sono infatti in calo costante dal 2012 e solo per quelle obbligatorie si sono 'persi' 3500 bambini in più ogni anno, oltre a ben 10.500 piccoli che mancano all'appello ogni anno per l'immunizzazione contro morbillo, rosolia e orecchioni. Alcuni numeri: la copertura media per la polio è del 94,7%. Molto simile la situazione per tetano, pertosse, difterite ed epatite B, con coperture medie intorno al 94,6%, mentre cala quella dell'Haemophilus Influentiae, scesa al 94,2%. Per morbillo, rosolia e parotite il livello è molto più basso, all'86,6%, con la copertura maggiore in Piemonte, Basilicata, Lombardia, Toscana e Umbria, sopra l'89%, mentre in Provincia di Bolzano, Valle d'Aosta e Marche non si supera l'82%. Ancora più bassa la copertura per il meningococco C, protagonista negli ultimi mesi di diversi focolai soprattutto in Toscana, scesa nel 2014 al 74,9%

 L'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritto a scuola decadde nel 1999, dopo che per trent'anni, e cioè dal 1967, era invece indispensabile per l'iscrizione. Di conseguenza oggi e' possibile frequentare la scuola anche senza essere vaccinati. L'Emilia Romagna è la prima Regione ad aver varato una legge sull'obbligatorietà delle vaccinazioni per poter frequentare gli asili nido.
    La norma attuale infatti prevede solo che se il certificato di vaccinazione non viene presentato, i bambini sono comunque ammessi alla scuola dell'obbligo e agli esami. Le regole che permettono di essere ammessi a scuola senza certificato di vaccinazione entrarono in vigore dopo cinque anni di dibattiti e sanatorie. Modificarono le regole del 1967 che stabilivano l'obbligo di presentare il certificato per essere ammessi a scuola. Il primo passo verso le nuove norme risale al 1994 su iniziativa della Corte Costituzionale.

Dello stesso anno è la prima circolare del ministero della Pubblica istruzione, seguita a sentenze della magistratura che reintegravano alla frequenza scolastica alunni non vaccinati. Da allora il ministero ha emanato ogni anno circolari sul comportamento della scuola verso gli alunni non vaccinati. Nel luglio 1997 un parere del Consiglio di Stato ribadiva il divieto di ammettere a scuola gli alunni non vaccinati a tutela del diritto alla salute della collettività. Ma nel maggio '98, l'ultima sanatoria con la circolare che dava agli alunni senza certificato il diritto di partecipare a scrutini ed esami.
    A distanza di oltre 15 anni si dibatte oggi dell'ipotesi di tornare alla obbligatorietà visto il calo delle vaccinazioni sotto la soglia minima raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità, e cioè del 95% della popolazione.
    In Italia le vaccinazioni obbligatorie sono quelle antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatite virale B. Tutte le altre sono volontarie, anche se il Sistema sanitario nazionale ne incentiva l'uso e garantisce la gratuità.

 

 

fonte: ansa

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