Alzheimer: Lilly, fallito il test col farmaco solanezumab

Farmacia | Redazione DottNet | 23/11/2016 19:38

Non è stato registrato nessun rallentamento del declino cognitivo nel corso della fase 3 del test

Il farmaco solanezumab, considerato tra i più promettenti contro l'Alzheimer, non ha dato i risultati attesi nel test clinico di fase 3. Lo comunica la Eli Lilly, l'azienda che lo ha messo a punto.


    I pazienti trattati con solanezumab in aggiunta alla terapia standard, si legge nel comunicato, non hanno ottenuto un rallentamento statisticamente significativo del declino delle capacità cognitive rispetto ai pazienti trattati con placebo, e per questo motivo l'azienda non richiederà l'autorizzazione all'immissione in commercio. "I risultati dello studio clinico EXPEDITION 3 su solanezumab non sono quelli che avevamo sperato di ottenere e siamo rammaricati per i milioni di persone che attualmente sperano in una possibile terapia capace di modificare la malattia di Alzheimer - ha affermato John C.     Lechleiter, presidente, CEO e presidente del CdA di Lilly -.  Valuteremo l'impatto di questi risultati inattesi sui piani di sviluppo relativi a solanezumab e alle altre molecole della nostra pipeline dedicata alla malattia di Alzheimer".


    Il fallimento del test, conclude l'azienda, determinerà nell'ultimo trimestre un aggravio di circa 150 milioni di dollari (al lordo delle imposte), ovvero circa 0,09 dollari per azione (al netto delle imposte). "Lilly ha forti prospettive di crescita senza solanezumab - afferma David A. Ricks, il nuovo CEO e Presidente della Lilly BioMedicines - guidate da lanci di nuovi prodotti, ci aspettiamo di continuare a crescere con una media annuale di ricavi di circa il 5% dal 2015 al 2020. In questo periodo di tempo, ci aspettiamo inoltre una crescita dei nostri margini e dei nostri dividendi da offrire annualmente agli investitori".

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