Rimborsi ex specializzandi, per Nigri (Fimp) vanno garantiti a tutti

Pediatria | Redazione DottNet | 27/11/2016 13:04

Non è pensabile che si pensi di "rendere giustizia solo ad una parte delle migliaia di medici che per anni hanno lavorato come specializzandi senza percepire alcun compenso"

"E' sconcertante che in uno stato di diritto si pensi di fare una legge, a sanatoria di una inadempienza dello Stato stesso, che renda giustizia solo ad una parte delle migliaia di medici che per anni hanno lavorato come specializzandi senza percepire alcun compenso e venendo sfruttati sia dal punto di vista professionale che umano". Luigi Nigri, vice presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri non ha dubbi e in una nota dice la sua in merito alle polemiche sul disegno di legge riguardante i rimborsi degli ex specializzandi - "Disposizioni relative alla corresponsione di borse di studio ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione dal 1978, specializzati negli anni dal 1982 al 1992, e all'estensione dei benefici normativi ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione universitarie negli anni dal 1993 al 2006" - in discussione in Commissione Sanità al Senato.

La questione riguarda i medici ammessi alle scuole di specializzazione universitarie dal 1978 al 1992, a cui dovrebbero essere estesi i benefici normativi degli specializzandi ammessi negli anni dal 1993 al 2006. E' solo dal 1991 - in seguito alla condanna della Corte di Giustizia Europea - che l'Italia inizia a recepire la direttiva EU che sancisce il diritto ad una adeguata remunerazione di tutti gli iscritti ai corsi di specializzazione, in tutti gli Stati membri. Il contenzioso generato per il mancato compenso degli anni precedenti è costato sinora alle casse dello Stato più di 500 milioni di euro e potrebbe arrivare a far spendere fino a 5 miliardi.
 
"La presa di coscienza della classe politica di fronte alle sempre più numerose sentenze e al recepimento delle normative europee non può e non deve tramutarsi in una violazione del diritto all’uguaglianza. Diversamente, se la via fosse solo quella di aprire contenziosi legali si creerebbe una situazione pericolosa e non consona a uno stato di diritto. La mancata assunzione di responsabilità di una parte della politica e l’ambiguità che da mesi caratterizza la discussione del problema, non fa altro che favorire ed incrementare società create ad hoc, che con notizie non sempre corrette confondono i medici creando maggior confusione e disagio", aggiunge il vice presidente della Fimp nel documento.

 
"La Fimp chiede chiarezza sul fatto che il rimborso deve essere garantito a tutti gli aventi diritto indipendentemente da azioni legali intraprese o in corso - prosegue Nigri -. Siamo consapevoli delle difficoltà di cassa che una legge del genere potrebbe determinare ma vi sono soluzioni molto razionali che potrebbero ovviare al problema, come quella proposta dal Senatore  D'Ambrosio Lettieri  di rimborsare quanto dovuto sotto forma di credito di imposta ai singoli medici. Ci auguriamo - conclude Nigri - di vedere recepite queste considerazioni per evitare che da un tentativo di giustizia scaturisca una palese ingiustizia".

"Riconoscere a tutti i medici ex specializzandi il dovuto risarcimento" e rendere la formazione specialistica medica una "priorità nazionale", chiedono a gran voce Roberta Chersevani e Maurizio Scassola, presidente e vicepresidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), in audizione davanti alla Commissione Istruzione e beni culturali del Senato, nell'ambito dell'esame del disegno di legge "Disposizioni relative alla corresponsione di borse di studio ai medici specializzandi".

A tal proposito la Fnomceo chiede di "prevedere che la remunerazione annua di 11.000 euro sia riconosciuta indipendentemente dalla presentazione o meno di domanda giudiziale per il riconoscimento retroattivo di remunerazione o risarcimento del danno". Quanto al testo del Ddl adottato dalla Commissione, la Fnomceo esprime parere positivo e l'auspicio che possa così "risolversi una questione che tocca la giustizia e i sacrifici di tante famiglie".

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