Protestano le rurali dopo il no allo sconto sul rimborso all'Ssn

Farmacia | Redazione DottNet | 27/11/2016 19:51

A difesa della categoria scendono in campo Federfarma Torino e Palermo

Dopo la mancata approvazione, in commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento alla Legge di bilancio che, con parere favorevole dei ministeri della Salute e dell’Economia, prevedeva uno sconto su quanto queste piccole farmacie devono rimborsare al Servizio sanitario nazionale in base ad un fatturato di riferimento, scattano le proteste dagli operatori di Piemonte e Sicilia.

Questo provvedimento, più volte promesso dal governo, compensava parzialmente quanto dovuto per legge dal 1996 e mai applicato a queste attività disagiate, cui spetta ogni due anni l’adeguamento Istat del fatturato di riferimento.

Dopo il parere negativo sono in stato d’agitazione le 56 farmacie tra rurali, sussidiate e quelle urbane con fatturato ridotto della provincia di Palermo. Ma anche da Torino meditano di scendere in campo. Marco Cossolo, presidente di Federfarma Torino, e Andrea Garrone, presidente rurale Federfarma Torino, intervengono con una nota sulla bocciatura dell’emendamento alla manovra a favore delle farmacie rurali dicendosi “estremamente delusi della bocciatura da parte della Camera del più volte atteso adeguamento dei limiti di fatturato che danno diritto alla riduzione degli sconti a favore del SSN per le farmacie rurali sussidiate e per quelle a basso fatturato. Ricordiamo infatti che tale limite, introdotto nell’ormai lontano 1996, avrebbe dovuto essere adeguato ogni anno, per legge: in 20 anni ciò non è mai avvenuto! Ricordiamo inoltre che a luglio di quest’anno il Governo si era impegnato ad introdurlo nella legge di Stabilità”.

Per Federfarma Torino “l’emendamento, dal costo assolutamente irrilevante, avrebbe realmente dato una boccata d’ossigeno alle farmacie che operano in condizioni di disagio. Apprendiamo invece che, nonostante i numerosi pareri favorevoli, la proposta non verrà inserita nel testo della legge”.

Il sindacato torinese dei titolari di farmacia esprime quindi, “a nome di tutte le farmacie torinesi, la solidarietà ai colleghi rurali che garantiscono il servizio farmaceutico e sanitario in condizioni di obiettiva difficoltà e costituiscono un vero baluardo sociale a tutela delle fasce più deboli della popolazione”. “Siamo sicuri – concludono Cossolo e Garrone - che la Federfarma nazionale ed il Sunifar si prenderanno carico di intervenire con decisione e fermezza su un problema che -pur apparentemente riguardante le sole farmacie rurali - si estende alla difesa del concetto stesso della capillarità della farmacia”.

Intanto Federfarma Palermo nel prossimo Consiglio direttivo deciderà quali azioni di lotta adottare per evitare la chiusura di queste attività fondamentali per le popolazioni dei piccoli centri, problema che colpisce anche le 322 farmacie rurali della Sicilia oltre che quelle dell’intero Paese.

E’ una decisione che mortifica il lavoro profondamente disagiato di tanti professionisti, che l’hanno interpretata come un vero e proprio schiaffo morale a una categoria che si sente sempre più abbandonata.
Il “sì”, infatti, sarebbe stato il segnale della presenza dello Stato e della sua volontà di mantenere questo servizio indispensabile per le comunità dei centri minori.
Ed invece il mancato “sì” rappresenta un’ulteriore mazzata, soprattutto per le piccole farmacie siciliane dopo la decisione della Regione, peraltro oggetto di contestazione, di includere nel calcolo del fatturato non solo le distinte contabili Ssn, ma anche le forniture relative all’assistenza integrativa.

“Ora basta, stanno esagerando – denuncia in una nota Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo-Utifarma – . E’ imbarazzante pensare che le istituzioni possano consentire tutto ciò. Nello spasmodico attacco condotto ogni giorno al sistema farmacia minandone le stesse fondamenta, trovando sponda sensibile presso parte del mondo politico, non ci si è fatto scrupolo di colpire persino le inermi farmacie rurali, spesso unico presidio dello Stato rimasto attivo nei piccoli centri. I titolari, sempre disponibili a rappresentare un punto di riferimento per le piccole comunità locali, Colleghi con la C maiuscola sempre in servizio permanente effettivo, giorno e notte, con estremo sacrificio personale, non si sono mai tirati indietro e, se sarà loro permesso, continueranno a farlo. Tutto questo senza mai un compenso o un riconoscimento, nonostante operino in un contesto economico certamente non florido”.

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato

Ultime News