Boeri, quattro anziani su cinque sono autosufficienti

Geriatria | Redazione DottNet | 29/11/2016 10:35

Tra i segreti un corretto regime alimentare, una buona vita di relazione e un fisico e una mente allenati

Oggi sono quattro su cinque gli anziani che vivono in modo autosufficiente. L'invecchiamento non è più da percepire come 'condanna' ma come una fase in cui si può mantenere vitalità e autonomia. Tra i segreti un corretto regime alimentare, una buona vita di relazione e un fisico e una mente allenati. Questi i temi affrontati nel libro "Non ho l'età" (Centauria editore), di Giangiacomo Schiavi, editorialista del Corriere della Sera, e Carlo Vergani, geriatra, nel quale vi è anche un'intervista al presidente dell'Inps Tito Boeri, in cui uno dei temi è proprio l'invecchiamento attivo.

Il padre del presidente dell'Inps, Renato Boeri, era infatti neurologo e fu tra i fautori invecchiamento attivo, lanciando un progetto chiamato Zadig. "Mio padre era convinto che un invecchiamento attivo fosse la chiave di volta di un invecchiamento sano. Mi diceva sempre che un cervello richiede costante manutenzione e attività per mantenersi in buona salute-spiega Boeri- nel 1994 proponeva di 'attivare i vecchi col duplice obiettivo di ricavare da essi tutte quelle potenzialità che potrebbero essere utili alla società e di evitare ad essi quella fatale tendenza alla involuzione depressiva e cognitiva dell'inattivato che comporta per la società oneri economici sempre più gravosi'".


    "Invece di aumentare ulteriormente la spesa pensionistica, bisognerebbe investire di più in programmi sulla non-autosufficienza-rileva inoltre- la grande sfida dei prossimi decenni. In Italia pensiamo molto ai pensionati, ma non a garantire loro un invecchiamento sano". Mentre relativamente ai giovani Boeri spiega che "chi oggi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro godrà di trattamenti molto meno vantaggiosi". La proposta? "Lasciare maggiore libertà di scelta.
    Iniziando prima, le pensioni saranno più basse. Ritardando la pensione, ci saranno meno quiescenze da pagare, ma mediamente i trattamenti saranno più alti. Prendere la pensione non deve necessariamente implicare smettere di lavorare".

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