Epatite C, le associazioni dei pazienti in campo per le cure

Infettivologia | Redazione DottNet | 29/11/2016 18:03

Circa mille italiani vanno all'estero per comprare le terapie anti-HCV

"Eliminare le barriere di accesso alle cure contro l'Epatite C" e "fermare l'esodo" che ha portato circa un migliaio di italiani ad acquistare all'estero i nuovi farmaci. A chiederlo sono sei associazioni di pazienti unite nella rete 'Senza la C', in una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al direttore dell'Agenzia del Farmaco (Aifa) Mario Melazzini. Nata nel 2014 come una campagna di sensibilizzazione sull'HCV, 'Senza la C' da oggi diventa 'rete' per realizzare insieme attività di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni e della popolazione generale.

Secondo un'indagine condotta sui centri autorizzati alla prescrizione, spiega Ivan Gardini, presidente dell'associazione Epac, "circa 500 italiani sono andati in India ad acquistare i nuovi farmaci, ma se consideriamo anche quanti non lo dichiarano, ne stimiamo oltre un migliaio". Per questo nella lettera, oltre ad accogliere con favore l'istituzione in Legge di Bilancio di un fondo dedicato ai farmaci anti-HCV, si chiede anche di rivedere i parametri che ne limitano l'accesso solo ai malati gravi. L'iniziativa, sostenuta dalla Società di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), è promossa da Aned (Associazione Emodializzati Dialisi e Trapianto), Epac (Pazienti con epatite), FedEmo (Federazione Associazioni Emofilici), L'Isola di Arran (Associazione che lavora con i tossicodipendenti), Nadir (Pazienti con HIV) e Plus (Persone LGBT Sieropositive).

L'ampliamento dei criteri di accesso alle cure, spiega il presidente Simit Antonio Chirianni "è un investimento a lungo termine. I pazienti che eliminano il virus ricorrono molto meno a farmaci, ambulatori, ricoveri e trapianti, con conseguenti risparmi per il Servizio Sanitario". Nell'ottica del percorso di sensibilizzazione istituzionale, Senza la C incontrerà oggi il consigliere della Regione Lazio Teresa Petrangolini, membro della Commissione Politiche sociali e salute, il primo sperano le associazioni, di altri tavoli regionali sul tema.

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