In Italia manca il sistema di governo degli antibiotici

Infettivologia | Redazione DottNet | 30/11/2016 18:36

Occorre agire su ospedali, strutture per anziani e ambienti di lavoro

L'Italia è un paese dove non esiste un reale sistema di governo degli antibiotici. Secondo un rapporto Ocse del 2015, il nostro Paese è secondo per consumo di antibiotici e terzo per resistenze. Per garantirne un uso appropriato bisogna ridurre la domanda prevenendo le infezioni. E' la strategia da seguire secondo Maria Luisa Moro, direttore Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale di Bologna, che ha parlato ad un convegno a Bologna sui nuovi approcci all'antibioticoterapia organizzato dall'associazione Motore Sanità.

''Non è solo l'ospedale l'ambito su cui lavorare - rileva - ma anche le strutture degli anziani, con i direttori generali e con tutti gli operatori che lavorano sul territorio''. Un altro punto su cui lavorare, per Pierluigi Viale, direttore dell'unità operativa di Malattie infettive del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, è quello dei medici prescrittori: ''Come i farmaci oncologici vengono prescritti dagli oncologi, anche gli antibiotici andrebbero prescritti dagli infettivologi. Bisogna mettere i giusti farmaci nelle mani giuste dei professionisti''. Secondo Nicola Petrosillo, direttore dell'unità operativa Infezioni sistemiche e dell'immunodepresso dell'istituto Spallanzani di Roma, i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali devono coniugare diagnosi corretta, la terapia più efficace, e la sostenibilità del sistema.

''Oggi i clinici devono far fronte a questi problemi e alle risorse limitate. Una strategia importante sarebbe quella di ridurre l'ospedalizzazione, oltre che dare anche la terapia migliore al paziente''. Ma quando si parla di rapporto costo-efficacia, aggiunge Francesco Saverio Mennini, professore di Economia sanitaria all'università Tor Vergata di Roma, ''non vuol dire fare il prezzo più basso, ma favorire il reale vantaggio, la reale efficacia, ragionando sulla tecnologia che a parità di efficacia riduca i costi. Si dovrebbero introdurre regole certe di accesso ai farmaci all'interno dei prontuari terapeutici e regole che tutelino e valorizzino l'innovazione''.

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