Medici sportivi, sì ai defibrillatori ma anche più formazione

Medicina dello sport | Redazione DottNet | 30/11/2016 18:54

Al primo posto tra i rischi che corre un atleta c'è la concussione cerebrale

Defibrillatori, ma non solo. la sicurezza e la salute dell'atleta viste a 360 gradi. La federazione medici sportivi riunita a congresso ha rilanciato la necessità di un forte ruolo della medicina sportiva a favore degli atleti. "Guardiamo al futuro, confermando la figura centrale dell'atleta e la tutela della sua salute puntando sulla specificità della nostra professione. Rivendichiamo l'importanza e le competenze degli specialisti in medicina dello sport nell'evoluzione del paese". ha detto il presidente della Federazione medico sportiva italiana, Maurizio Casasco, in occasione dell'apertura dei lavori del 35/o congresso nazionale di federazione, che si è aperto a Roma.

Nella tre giorni di incontri e dibattiti in corso a Roma si discute anche di problematiche non cardiologiche. "La presenza dei defibrillatori va bene, ma i rischi cardiopolmonari non sono quelli più diffusi. Al primo posto in assoluto c'è infatti la concussione cerebrale -dice Casasco. Per questo noi abbiamo fatto il PSSD (pronto soccorso sportivo defibrillato, ndr) che a contempla l'intervento su tutti gli organi. E' una formazione completa su tutti i rischi, non solo cardiaci, ma non viene attuata. Purtroppo siamo fermi sugli interventi nelle emergenze di gara".

"Abbiamo fatto anche un modello organizzativo su questo tipo di emergenze in campo che permette a ognuno di sapere perfettamente cosa fare e come agire. Il calcio? E' in assoluto il peggiore in questo ambito, è terribile, drammatico rispetto ad esempio a quanto avviene nel rugby, dove tutti sanno come muoversi in campo - sottolinea Casasco. Non si investe in sicurezza, gli interessi sono altri, manca la cultura della salute. Noi abbiamo chiesto di fare un briefing prima della partita tra arbitro, medici sociali, capitani delle squadre e provato a introdurre la figura del 'match doctor', che dovrebbe essere il quarto uomo, ma questo dipende dalla Federcalcio che potrebbe fare un esperimento internazionale per Fifa e Uefa".

Insomma, per Casasco adottando "un modello organizzativo di qualità del sistema non dovrebbe essere difficile sapere cosa fare in caso di emergenza". Altro tema, la qualità degli impianti con la certificazione ambientale dei campi di gara. "Abbiamo stabilito dei parametri sotto il punto di vista della tutela della sicurezza sanitaria e ambientale" spiega il presidente federale, prima di soffermarsi anche sull'importanza dell'attività fisica, "che riduce le patologie e migliora la qualità della vita". "Ma perché a scuola ci sono 2 ore di ginnastica? Perché non farne 5 a settimana magari prima dell'inizio delle lezioni? C'è un problema culturale, di educazione".

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