Gelli: per le rurali massimo inpegno ma la strada è in salita

Farmacia | Redazione DottNet | 01/12/2016 13:58

Interviene anche il Sunifar con una mobilitazione in programma il 13 dicembre

«Bisognerà che al Senato l’emendamento sulle agevolazioni ai rurali recuperi il proprio percorso e ritrovi le disponibilità finanziarie che erano state individuate». Per Federico Gelli, responsabile Sanità del Pd, non ci sono dubbi sul fatto che  la proposta Tancredi-Piccone possa essere ripescata e approvata al Senato, dove la Manovra comincerà a essere esaminata dal 6 dicembre. «Ero tra i favorevoli a quell’emendamento» spiega Gelli a Filodiretto «tant’è vero che io stesso ne avevo presentato uno dai medesimi contenuti». Le cose, però, non sono andate come avrebbero dovuto. «L’iter delle leggi di bilancio sono sempre tortuosi e difficili» ammette «non sempre si riescono a far passare nel giusto modo le istanze di tutti gli stakeholder. Quando poi in ballo ci sono i soldi, è automatico che al ministero delle Finanze cominciano ad alzare barricate».

Proprio per questo, la partita che sull’emendamento si andrà ad aprire al Senato sarà a dir poco incerta. «Bisognerà fare in modo di rimettere in evidenza il percorso del testo e le sue coperture» osserva Gelli «assicuro tutto il mio impegno come ho già fatto in altre circostanze, ma fare previsioni oggi è un azzardo. Fino al referendum di domenica prossima non è possibile capire quale clima si respirerà al Senato, soltanto dalla settimana seguente si potranno fare valutazioni e stime». Di certo i tempi sono stretti: il voto dell’aula dovrebbe avvenire verso il 20 dicembre e poi il ritorno alla Camera per la terza lettura, dato già oggi per certo.

Intanto nel sindacato si è già al lavoro per sostenere con ogni iniziativa il recupero dell’emendamento in Senato. In una nota diffusa ieri, il Sunifar conferma lo stato di mobilitazione già annunciato sabato e dà appuntamento all’assemblea nazionale dei delegati in programma il 13 dicembre. Sul tavolo, si spiega nella nota, iniziative d’impatto «per sollevare l’attenzione sull’inadempienza dello Stato, che dimentica gli adeguamenti previsti per legge e chiede ai farmacisti di continuare a fornire servizi sulla base di una convenzione scaduta da 18 anni». «L’augurio» commenta il presidente del Sunifar, Alfredo Orlandi «è che il Senato rimedi a quanto capitato alla Camera ristabilendo un principio di equità nei confronti di tanti colleghi, che in tutta Italia assicurano il servizio nella quotidianità così come nelle emergenze, di notte e nei festivi e senza oneri per lo Stato». «Le farmacie a basso fatturato stanno facendo sforzi enormi per assicurare alle loro comunità un servizio qualitativamente irreprensibile» aggiunge la presidente di Federfarma, Annarosa Racca «compiremo ogni sforzo per fare in modo che lo Stato riconosca tale impegno e ne aiuti la sostenibilità». Sostegno all’emendamento pure dalla Fofi: «Siamo determinati a ripresentare la proposta e a sostenerne con l'approvazione in un clima di maggiore responsabilità politica» dichiarano in una nota il presidente e vicepresidente della Federazione degli ordini, Andrea Mandelli e Luigi D’Ambrosio Lettieri.

 

fonte: federfarma, sunifar

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