Il sovrappeso causa il 25% dei tumori al rene

Nefrologia | Redazione DottNet | 01/12/2016 15:45

In Italia 11.400 nuove diagnosi anno, ma funziona bene l'immunoterapia

Sono 11.400 le nuove diagnosi di carcinoma renale in Italia ed un quarto si presenta in stadio avanzato, con limitate possibilità di trattamento, fino a oggi. E fra le cause c'è il sovrappeso con il 25% dei casi di tumore al rene: ogni anno  

Ma si stanno facendo strada nuove cure, come l'immunoncologia, che punta a risvegliare il sistema immunitario per combattere il cancro, che può infatti cronicizzare la malattia e migliorare la qualità di vita.     "Stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione degli scenari terapeutici - spiega Sergio Bracarda, presidente del Congresso e Direttore dell'Oncologia Medica di Arezzo e del Dipartimento Oncologico dell'Azienda USL Toscana SUDEST -. Si stanno evidenziando risultati importanti nell'ambito delle neoplasie urologiche ad opera di farmaci immunoterapici. In particolare nel tumore del rene l'immunoncologia sta cambiando lo standard di cura: grazie a nuove molecole, come nivolumab, oggi è possibile rendere cronica la malattia". Sono diversi i fattori di rischio associati all'insorgenza di questa neoplasia: il fumo, l'ipertensione arteriosa e l'esposizione occupazionale a cancerogeni chimici. Un ruolo particolare può essere però attribuito al sovrappeso, a cui va ricondotto il 25% delle diagnosi. Un dato preoccupante se consideriamo che il 45% degli italiani over18 è in eccesso di peso. E' stato stimato un incremento del rischio pari al 24% negli uomini e al 34% nelle donne per ogni aumento di 5 punti dell'indice di massa corporea.


    Per questo, afferma Bracarda, "è importante promuovere campagne di sensibilizzazione per informare i cittadini". "È essenziale che anche in Italia le terapie realmente innovative siano rese disponibili in tempi brevi per i pazienti - conclude Giancarlo Sassoli, Presidente Comitato autonomo per la lotta contro i tumori -. I vantaggi in termini di sopravvivenza e qualità di vita possono avere un impatto decisivo anche per il reinserimento sociale e lavorativo". 

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