Epatite C: Sifo, dare nuovi farmaci ai pazienti meno gravi

Farmaci | Redazione DottNet | 06/12/2016 13:24

Occorre lavorare per abbassare prezzo. Ma le Regioni si devono riorganizzare

Due anni serviti per curare quasi 60.000 pazienti gravi affetti dall'epatite C con i nuovi farmaci innovativi ad alto costo. E ora si affaccia una nuova sfida per il Servizio Sanitario Nazionale: avviare la cura per tutti i pazienti rimasti fino ad oggi esclusi dalle nuove terapie.
    L'istanza è emersa nel corso del Congresso nazionale Sifo (Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali delle aziende sanitarie). .


    "Dopo questi primi due anni di trattamenti mirati ai casi più gravi, è ora di cominciare a trattare i pazienti meno gravi, allargando, ma non eliminando, gli attuali criteri Aifa - dice Giovanna Scroccaro, dirigente del Servizio farmaceutico della Regione Veneto e past President Sifo-. Per farlo, occorre abbassare il prezzo del farmaco, cosa per cui si sta muovendo Aifa, intenzionata a chiedere alle aziende farmaceutiche un ribasso. Il prezzo di 14.000 euro è infatti troppo alto per pensare di curare altri 300.000 pazienti". La svolta, però, deve essere anche e soprattutto organizzativa, aggiunge Scroccaro.


    "E' necessario anche che le Regioni, attraverso i centri di cura, si riorganizzino per essere in grado di curare tutti i nuovi pazienti. Serve un miglior collegamento tra Centri Specialistici autorizzati alla prescrizione e Centri periferici che hanno in cura i pazienti affetti da Epatite C, così come è indispensabile la collaborazione con i medici di medicina generale - che sono a stretto contatto con i loro assistiti - per individuare precocemente i pazienti infetti quando ancora non sanno di esserlo 

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