Ricciardi (Iss): gli effetti del referendum sulla sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 07/12/2016 10:22

Continueremo con 21 sistemi regionali diversi

"Va preso atto del risultato e rispettata la scelta popolare" ma "il voto del referendum costituzionale, così come per Brexit e l'elezione di Trump, certamente avrà le sue ricadute anche sulla sanità e l'accesso dei cittadini alle cure". A dirlo Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). "I referendum hanno effetti destabilizzanti anche sulla sanità - spiega - ad esempio in Gran Bretagna, dove si era promesso maggiore investimento sul servizio sanitario dopo l'uscita dall'Europa, salvo poi ripensarci il giorno dopo. O in America, dove è stato eletto uno dei candidati che hanno più osteggiato la legge sulla sanità di Obama. Da noi fortunatamente c'è una volontà forte da tutte le forze politiche a mantenere un servizio sanitario pubblico. Ora il problema è come".

Con la vittoria del no, sottolinea Ricciardi in riferimento alla modifica dell'articolo 117 del titolo V che prevedeva una diversa divisione di competenze tra Stato e Regioni per alcune materie tra cui quelle sanitarie, "di fatto non cambierà nulla rispetto ai 15 anni precedenti. Avremmo preferito una Costituzione che avesse potuto segnare la supremazia dello Stato, come prevedeva la riforma. Invece bisognerà continuare a riconfrontarsi con 21 realtà regionali diverse". Il nostro, prosegue, "è un paese con popolazione anziana, alta comorbidità, problemi finanziari e enorme disomogeneità di accesso alle cure". Come Istituto Superiore di Sanità "continueremo a dare il nostro supporto e ce la metteremo tutta per continuare a essere un punto di riferimento solido dal punto di vista tecnico scientifico, però è chiaro che si apre un punto interrogativo su come queste sfide potranno esser combattute e vinte".

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