Defibrillatori difettosi: morte sospetta segnalata a pm

Cardiologia | Redazione DottNet | 07/12/2016 11:12

Isola d'Elba, ad una 77enne le era stato impiantato un apparecchio St Jude

Un'anziana alla quale era stato impiantato un defibrillatore potenzialmente difettoso è morta qualche giorno fa all'Isola d'Elba (Livorno). La Asl Toscana nord-ovest ha segnalato il decesso alla procura di Livorno: saranno infatti gli eventuali accertamenti a verificare se la morte è avvenuta a causa del defibrillatore che era stato impiantato alla donna nel 2012. L'apparecchio è della 'St Jude Medica', l'azienda statunitense che nell'ottobre scorso aveva segnalato la possibilità di un difetto nell'alimentazione a batteria di alcuni modelli di defibrillatori prodotti prima del 2015.

L'alert dell'azienda aveva messo in moto un complesso meccanismo di verifica - circa 350 mila gli apparecchi di quei modelli ancora in uso nel mondo - che ha riguardato anche l'Italia. Il ministero della salute ha diffuso una nota alle Regioni che a loro volta hanno allertato le Asl e le strutture sanitarie: la sola Regione Toscana ha 'censito' 1.194 pazienti portatori di questo genere di apparecchi ed i controlli sono in corso da alcune settimane. Il Codacons si è detto disposto ad assistere legalmente tutti i pazienti portatori di questo tipo di apparecchi, 16.000 quelli 'richiamati' in tutta Italia: l'associazione di consumatori sta studiando anche l'ipotesi risarcitoria dei danni "per i rischi corsi e per la paura e lo stress subiti a seguito del richiamo".

La signora, una 77enne elbana alla quale era stato impiantato un apparecchio Icd (defibrillatore cardioconverter) era stata convocata per un controllo straordinario, che si è svolto l'11 novembre. La donna non era pacemaker dipendente e tutto era risultato regolare e la paziente e la figlia sono state informate in quella occasione del problema emerso a livello internazionale. Al momento del controllo la memoria dell'impianto, spiega l'Azienda Usl Toscana nord-ovest, "non ha evidenziato aritmie o terapie erogate e il dispositivo aveva ancora il 69% di capacità residua, ovvero aveva una carica in grado di assicurare il suo regolare funzionamento". Durante il controllo alla signora era stato anche spiegato che un allarme a vibrazione si sarebbe attivato nel caso di esaurimento della batteria e le erano state date indicazioni sul comportamento da seguire in caso di avviso.

Quindi, in base anche alle indicazioni del ministero della Salute e dalla Associazione italiana aritmologia e cardiostimolazione era stato programmato un nuovo controllo che si sarebbe dovuto svolgere tra tre mesi. Negli ultimi giorni di novembre, però, la donna è morta e sono scattate le verifiche per capire se il decesso possa essere stato causato da defibrillatore. Il potenziale malfunzionamento riguarda le batterie in una percentuale dello 0.21% dei dispositivi prodotti ed impiantati ed ora oggetto del 'recall'. La segnalazione da parte della St.Jude Medical, che era stata inviata anche ai medici e alle direzioni sanitarie delle strutture che impiantano questi dispositivi, riguarda i modelli Fortify, Fortify Assura, Quadra Assura, Quadra Assura MP, Unify, Unify Assura e Unify Quadra fabbricati prima del 23 maggio 2015.

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