Sanità, la spesa in Italia è la più bassa in Europa occidentale: -32%

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 14/12/2016 18:35

Secondo il rapporto Crea, il divario tra regioni è ormai vicino al 50%

Il Servizio Sanitario Nazionale risparmia e anche molto: in confronto con l'Europa occidentale, ha certificato il rapporto del consorzio Crea dell'università di Tor Vergata presentato oggi, l'Italia è oltre un terzo più bassa sia per spesa assoluta che pubblica, e questo va a discapito delle famiglie costrette sempre di più a coprire i buchi con le proprie risorse personali. In rapporto al Pil l'Italia spende per la sanità il 9,4%, contro il 10,4% in media dell'Europa Occidentale, mentre in termini assoluti il divario è del 32,5% per quanto riguarda la spesa totale e del 36% per la sola parte pubblica.

Cresce secondo il documento la spesa privata, che ormai è circa un quarto del totale, con il 5% delle famiglie che dichiara di aver rinunciato a qualche farmaco o terapia o test diagnostico. "E' chiaro che le famiglie ormai devono metterci del loro per soddisfare i bisogni di salute - sottolinea Federico Spandonaro, curatore del rapporto -. Ormai il sistema può ancora definirsi universale, ma il 'tutto a tutti' è finito da tempo". Nel 2015, fra la Regione in cui si spende di più (Provincia Autonoma di Bolzano) e quella dove si spende meno (Calabria), il divario pro-capite ha superato il 50,0% (quasi il 40% per quanto concerne la spesa pubblica). Le differenze, sottolinea Spandonaro, rimangono anche tenendo conto dei due miliardi in più per il Fondo Sanitario Nazionale previsti dalla legge di Stabilità.

"Questi fondi erano previsti da anni - sottolinea -. Se non ci fossero quelli il differenziale di spesa con gli altri paesi sarebbe drammatico, ma comunque non risolvono il problema, anche perchè solo per l'aumento dei contratti e i nuovi farmaci l'aumento è già allocato". A supplire alle carenze pensa la spesa privata, che secondo il rapporto ha raggiunto i 39 miliardi di euro nel 2014 con il 77% delle famiglie che ha dichiarato di aver avuto almeno una spesa legata alla salute. La spesa privata sanitaria rappresenta mediamente il 26,9% della spesa nel Centro-Nord (valore massimo del 30,5% in Valle d&rsquoAosta seguita dal Veneto con il 29,5%) e solamente il 18,9% nel Sud (valore minimo del 16,0% in Sardegna).

Complessivamente oltre 1,4 milioni di famiglie in Italia soffrono di disagi dovuti alle spese sanitarie o sono ad alto rischio di impoverimento per queste spese. Sardegna e Sicilia risultano essere le Regioni con la maggior incidenza di disagio economico per spese sanitarie (11,0% e il 9,6% delle famiglie); all'estremo opposto troviamo l'Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige, dove solo il 2,6% ed il 2,1% sono in condizioni di disagio economico. "Sono 316.402 (1,2%) i nuclei familiari impoveritisi per spese sanitarie - sottolinea il rapporto - si tratta soprattutto di famiglie residenti nel Mezzogiorno (2,7%). Calabria, Sicilia e Abruzzo sono le Regioni più colpite (3,5%, 3,4% e 3,7%), mentre Trentino Alto Adige, Piemonte ed Emilia Romagna sono le meno esposte (0,2% le prime due e 0,3% la terza)". Quasi 800.000 sono invece le famiglie soggette a spese sanitarie catastrofiche (3,1% delle residenti), mentre 280mila sono considerate ad alto rischio di impoverimento.

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