Crediti Ecm, scadenza 31 dicembre. Conseguenze per gli inadempienti

Professione | Redazione DottNet | 15/12/2016 12:50

In arrivo nuove regole per il triennio 2017-2019

Chi non è in regola con la formazione ECM rischia sanzioni di carattere disciplinare e di perdere importanti opportunità di carriera. La conferma è arrivata nel convegno nazionale dal titolo "Le professioni sanitarie ed il sistema ECM tra presente e futuro", che ha segnato un decisivo momento di confronto sul tema tra il Consorzio Cogeaps (che gestisce i crediti formativi di tutte le 30 professioni sanitarie), la FNOMCeO e tutti gli Ordini professionali, la Commissione Nazionale Formazione Continua, il Ministero della Salute, i provider ed i professionisti interessati.

Consulcesi Group suggerisce, a chi non lo ha ancora fatto, di mettersi in regola, rispettando la ravvicinata scadenza del 31 dicembre 2016.

«La nostra mission – spiegano da Consulcesi – è quella di garantire tutte le forme di tutela a chi opera in campo sanitario e riguardo l’aggiornamento ECM, richiamiamo l’attenzione dei professionisti nel conseguire tutti i 150 i crediti previsti nel triennio 2014-2016, che si chiude appunto il 31 dicembre di quest’anno. Nel recente appuntamento non sono state annunciate solo le nuove regole per il triennio 2017-2019, ma è stato fatto anche il punto della situazione e sottolineato gli obblighi e gli adempimenti da rispettare con le eventuali conseguenze. In particolar modo, è stato fatto un esplicito riferimento alle sanzioni di carattere disciplinare, in base alla legge n°148/2011, da parte dei singoli ordinamenti professionali per chi non è ottemperante».

Consulcesi Group si dice interessata e favorevole alle novità introdotte, specialmente ai bonus «che rispecchiano – aggiungono – quei criteri di premialità del merito, più volte da noi richiesti». La realtà a tutela degli operatori sanitari pone l’attenzione, inoltre, anche su come il rispetto degli obblighi ECM sia diventato un requisito fondamentale per migliorare la propria carriera. «L’ECM vale per gli scatti contrattuali – aggiungono – ma anche per la valutazione di Dirigenti di Struttura Complessa, la partecipazione alle selezioni per Direzione di Struttura Complessa, l’iscrizione all’Albo dei Medici competenti, l’impiego nel privato accreditato ed in alcuni enti pubblici. Al contrario, invece, chi non si aggiorna rischia di subire pesanti ripercussioni sulla propria attività e nel rapporto di fiducia con i propri pazienti.

D’altronde, sull’aggiornamento professionale c’è una forte attenzione per tutte le categorie interessate. Basti pensare, ad esempio, alla rigorosa applicazione delle sanzioni per avvocati e architetti e presto anche per i giornalisti inadempienti. In questa ottica, rappresenta quasi un paradosso che non siano in regola gli operatori sanitari…».

Sempre durante il convegno Cogeaps è stata analizzata la forte crescita della FAD (Formazione a Distanza): nel 2014 è stato superato il milione di partecipanti.

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