Statuto, modifiche dopo le elezioni della Federazione

Sindacato | Redazione DottNet | 15/12/2016 13:47

Passa la linea delle associazioni territoriali

Non ci saranno modifiche allo Statuto di Federfarma fino a dopo le prossime elezioni nazionali della Federazione. E’ quanto ha deciso ieri l’assemblea generale del sindacato sulla base di una mozione sottoscritta da una settantina di delegati e poi approvata a maggioranza con 107 voti favorevoli e 75 contrari: «Qualsiasi discussione inerente variazioni di Statuto» recita il documento «è rinviata a momenti successivi all’insediamento del nuovo organigramma federale, che è ormai prossimo a scadenza». Passa dunque la linea di quelle associazioni territoriali – laziali, pugliesi, piemontesi, toscane, lucane e marchigiane per citare alcune delle regioni più compatte – che già nell’assemblea del 18 ottobre avevano invitato il Consiglio di presidenza a mettere in stand by l’iter delle modifiche statutarie, per lasciarle in eredità all’esecutivo prossimo venturo. E’ un fronte, questo, nel quale si saldano tre diversi orientamenti: innanzitutto ci sono quelli che vogliono andare a votare con l’attuale “Carta” perché – come ha detto il presidente di Federfarma Toscana, Marco Nocentini Mungai - «non si cambiano le regole durante il gioco»; poi ci sono quelli che riconoscono alla riscrittura dello Statuto un grado di priorità decisamente inferiore rispetto ad altre urgenze: per esempio, ha ricordato il presidente di Federfarma Lazio, Osvaldo Moltedo, «programmare una nuova progettualità per preparare la farmacia alle sfide del momento»; per finire, ci sono quelli che non condividono nella sostanza il pacchetto di modifiche messo a punto dal Consiglio di presidenza (sulla base della bozza predisposta a suo tempo dalla commissione incaricata e poi “limata” dai consulenti legali della Federazione), a cominciare dalla proposta di ritornare a un esecutivo costituito da 21 componenti, uno per Unione regionale.

Rispetto ad alcune di tali posizioni lo stesso Consiglio di presidenza ha offerto, nel corso dell’Assemblea di ieri, un’apertura diretta a trovare una sintesi tra le diverse posizioni. «Se le proposte di modifica non soddisfano tutti» ha detto la presidente nazionale, Annarosa Racca «possiamo riaprire il confronto e renderlo ancora più collegiale. Non c’è nessuna obiezione, per esempio, a trasmettere il pacchetto degli emendamenti al Consiglio delle Regioni perché faccia i suoi ragionamenti». Ma servono decisioni in tempi non troppo lunghi: «Il ddl concorrenza è ancora al palo ma non sappiamo per quanto» ha ricordato Racca all’Assemblea « è indispensabile che il lavoro sullo Statuto vada comunque avanti: prendiamoci altro tempo per riflettere ma non fermiamoci, la scelta di aprire o meno la Federazione alle catene andrà fatta, meglio presto che tardi».

Anche su altre modifiche è stata data disponibilità a un supplemento di analisi senza però sconfessarne le ragioni. «Il Consiglio di presidenza allargato a 21» ha ricordato il segretario nazionale di Federfarma, Alfonso Misasi «mira ad accrescere la collegialità delle decisioni prese dall’esecutivo e a dare voce a tutte le Regioni, quando oggi nell’esecutivo ne sono rappresentate dieci. Abbiamo bisogno di un organismo collegiale in cui la dialettica politica dell’assemblea generale possa trovare una ricomposizione con il concorso di tutte le rappresentanze». Se ne tornerà a parlare dopo le elezioni.

 

 

fonte: federfarma

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