Gelli, in settimana sarà approvata la legge sul rischio clinico

Professione | Redazione DottNet | 19/12/2016 14:13

Per il parlamentare del Pd è importante continuare la stagione di riforme

Questa settimana sarà approvata la legge sul Rischio Clinico. Lo annuncia Federico Gelli, deputato e responsabile Sanità del Partito Democratico, con l'augurio che continui la "stagione delle riforme". "È difficile poter riassumere il tanto lavoro fatto nell'ultimo anno. E' stata per la sanità italiana una stagione di riforme storiche. Dobbiamo continuare questo percorso e mi auguro che il nuovo Governo possa dimostrare la stessa sensibilità del governo Renzi", ha rilevato Gelli in occasione dell'incontro di fine anno organizzato alla Stazione Leopolda di Pisa a cui hanno preso parte oltre 300 persone.

"Dopo sette anni - ha spiegato Gelli in una nota - è stata data l'autorizzazione per una campagna di assunzioni per 7 mila nuovi posti di lavoro nel sistema sanitario, dopo 7 anni abbiamo avviato il rinnovo del personale dipendente e abbiamo garantito la continuità dell'attività di ricerca negli istituti di ricovero con un emendamento di cui sono stato primo firmatario. Dopo 16 anni, grazie all'ultima legge di Bilancio, abbiamo dato il via libera ai nuovi LEA, livelli essenziali di assistenza, per accedere alle nuove prestazioni del SSN. Solo per citare gli ultimi provvedimenti". "Questa settimana - ha annunciato - sarà finalmente approvata in Senato la legge sul rischio clinico che riguarda la responsabilità professionale dei medici. Un provvedimento che mi vede relatore alla Camera dei Deputati e su cui ho speso gran parte del mio impegno di deputato con ben 82 incontri in giro per l'Italia per spiegare le importanti novità che saranno introdotte dalla nuova legge attesa da oltre vent'anni nel settore".

Con questa legge, conclude, "sarà possibile risparmiare 13 miliardi di euro di esami inutili, 300 mila contenziosi legali, migliorare la sicurezza delle cure e dare tempi certi e rapidi per l'indennizzo ai cittadini danneggiati. Credo che siano numeri che parlano da soli e che spiegano quanto sia prioritario approvare questa legge per l'intero sistema sanitario italiano".

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