Equivalenza terapeutica, l'Aifa revoca la determina 458

Farmaci | Redazione DottNet | 22/12/2016 18:46

Secondo l'Agenzia è “Opportuno provvedere ad una ridefinizione della procedura di applicazione”. Soddisfatti Fimmg e Snami

Retromarcia dell’Aifa sulla determina 458 del 31 marzo 2016 con cui erano stati definiti i criteri da utilizzare per stabilire l'equivalenza terapeutica ai fini dell'acquisto dei farmaci in concorrenza. La determina, la cui applicazione è stata sempre prorogata in seguito alle molte polemiche suscitate dalla misura, viene così definitivamente archiviata.
 
L’Aifa segnala che è “opportuno provvedere ad una ridefinizione della procedura di applicazione rendendola conforme, mediante la definizione di criteri quanto più possibili oggettivi, anche in relazione alle nuove norme introdotte dalal legge di bilancio 2017”.

"Siamo soddisfatti per il ritiro da parte dell’Aifa della determina 458 sui criteri da utilizzare per stabilire l'equivalenza terapeutica ai fini dell'acquisto dei farmaci in concorrenza. L’Agenzia ha accolto la richiesta della FIMMG ora, però, è necessario un rapido coinvolgimento della medicina generale sui piani terapeutici attivando un Tavolo di confronto". Lo dichiara il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti.

"Non è possibile rinviare ancora e complicare l'accesso alle cure dei nostri pazienti su percorsi di apparente autorizzazione specialistica che, di fatto sviliscono la figura fiduciaria del medico di famiglia trasformandolo di fatto in un semplice trascrittore - Cittadinanzattiva-Tribunale del Malato ha rilevato segnalazioni di cittadini sul ‘rifiuto di prescrizione’ da parte dei medici di famiglia. E’ evidente che note e decreti, aumentati a dismisura nell'ultimo anno , introducendo limitazioni alla prescrizione di farmaci ed esami diagnostici, hanno condizionato spesso il medico di famiglia nella sua attività prescrittiva, alimentando il contenzioso con i propri pazienti. È necessario un cambio di rotta - conclude – bisogna ridare fiducia e autonomia al medico della persona, riaffidandogli la libertà di prescrizione almeno di tutti i farmaci necessari a curare le patologie a più alta diffusione nella popolazione generale (cardiopatie, vasculopatie cerebrali, diabete, osteoporosi, bronchiti croniche)".

Un tavolo di confronto nazionale per discutere sulle problematiche del farmaco e delle prescrizioni. A chiederlo è il Sindacato Autonomo dei Medici Italiani, dopo il passo indietro dell’Aifa sulla determina 458 del 31 marzo 2016. Una decisine che ha scatenato numerose reazioni. Positiva quella dello Snami : “sono soddisfatto – ha spiegato il presidente nazionale, Angelo Testa - perché dalla prima ora il nostro sindacato si è espresso negativamente indicando la pericolosità nel consentire alle Regioni gare di acquisto tra farmaci basati su molecole differenti, minando così anche la tutela della continuità delle cure per i malati cronici, che avrebbero rischiato di vedersi cambiare il farmaco in base agli esiti delle diverse gare regionali”.

Il tema delle prescrizioni per il Sindacato non può essere trattato guardando solo alla parte economica della faccenda: “ Basta con l’atteggiamento censorio delle asl che fanno pressione sui medici per risparmiare considerando le prescrizioni mediche solo dal punto di vista economicistico – ha sottolineato lo Snami - basta al potere del farmacista che cambia a suo piacimento i farmaci esponendo il paziente a grossolani errori nella corretta assunzione della terapia. E soprattutto – ha concluso Angelo Testa – bisogna dare uno stop agli specialisti che, disattendendo norme chiare e consolidate, se ne fregano della prescrizione diretta costringendo i pazienti a file improprie dai medici di famiglia e delegando noi in maniera coatta ad un lavoro segretariale non dovuto”.

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