Torna l'incubo meningite. Ricciardi: importante la vaccinazione

Infettivologia | Redazione DottNet | 29/12/2016 19:49

In Toscana dal 2015 ad oggi 60 i casi di contagio

Un bimbo di 22 mesi è morto a Firenze a causa della meningite di tipo C e un ragazzo di 18 anni di Agerola (Napoli) è deceduto dopo essere stato anche lui colpito da meningite. Oggi intanto, in Liguria, una donna è stata ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale San Martino di Genova. Torna l'incubo meningite, mentre solo ieri si è saputo che la maestra d'asilo a Roma è stata uccisa non dalla meningite meningococcica, ma da una forma dovuta al batterio escherichia coli che non presenta rischio di trasmissione diretta da persona a persona.

Il bimbo di 22 mesi deceduto in Toscana è "il primo caso nella Regione, negli ultimi due anni, di decesso di un bambino, che non era stato vaccinato, a causa della meningite", ha spiegato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi. Il piccolo viveva a Porcari (Lucca) e già nel corso della notte all'ospedale San Luca sono stati sottoposti a profilassi i bambini che frequentavano lo stesso asilo nido, il 'Mary Poppins', ed i parenti. Tutte le persone sottoposte a profilassi saranno soggette a sorveglianza sanitaria per 10 giorni.

Il bambino, secondo quanto reso noto dalla Azienda Usl Toscana Nord-Ovest, era stato accompagnato dai genitori poco dopo le 18,30 di ieri al pronto soccorso di Lucca, dopo essere stato visitato dal proprio pediatra. Il piccolo, già molto sofferente e con febbre alta, è stato trattenuto in codice rosso e al pronto soccorso si sono recati gli specialisti interessati e sono stati effettuati i prelievi e gli esami del caso, che hanno evidenziato una situazione molto complessa. Visto il quadro clinico, che ha subito fatto pensare ad una sepsi meningoccica, è stata avviata un'idonea terapia ed è stato disposto il trasferimento a Firenze: l'ambulanza con anestesista a bordo è partita dal San Luca poco dopo le 20 per l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Ma le sue condizioni, al momento dell'arrivo, sono apparse subito disperate: i medici hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma purtroppo il bimbo, che pare non fosse vaccinato, non ce l'ha fatta. Il diciottenne morto a Castellamare di Stabia era giunto nel pomeriggio di ieri in stato di incoscienza al pronto soccorso dell'ospedale 'San Leonardo'. Oltre allo stato soporoso, presentava piccole macchie di sangue (petecchie) sulla cute. In attesa di accertare la causa della morte, tutti gli ambienti del pronto soccorso che hanno accolto il giovane sono stati sottoposti a profilassi. Le pareti e i locali sono stati disinfettati mediante nebulizzazione.

Anche i parenti e quanti hanno avuto contatti con il 18enne sono stati sottoposti a profilassi. E l'obitorio dell'ospedale, in attesa del risultato dell'autopsia, è stato chiuso. In serata la certezza, il giovane è morto per la meningite: gli esami hanno accertato la positività per 'neisseria meningitidis' L'ultimo caso in ordine di tempo è quello di una peruviana di 34 anni ricoverata in rianimazione per meningite da meningococco. Le sue condizioni sono critiche. La donna, che risiede a Chiavari (Genova), si è sentita male la sera di Natale.

Dopo essere stata visitata al pronto soccorso dell'ospedale di Lavagna ・ stata trasferita in condizioni gi・ critiche a Genova. Con quello che ha portato alla morte il bimbo di 22 mesi, dall'inizio del 2015 ad oggi, in Toscana sono 60 i casi di persone che si sono ammalate di meningite da meningococco C: 31 nel 2015, 29 nel 2016. Si registra quindi una leggera flessione nel numero di persone che hanno contratto la patologia. Nel 2015 sono decedute 7 persone: 6 che avevano contratto il ceppo C e 1 per il ceppo B. Nel 2016 sono decedute 7 persone, tutte per il ceppo C. A Napoli, dice la Asl 3 riferendosi al decesso del giovane, "non esiste una situazione di emergenza e, pertanto, non sono previste modifiche all'attuale piano di prevenzione vaccinale antimeningococcica che prevede l'offerta attiva e gratuita del vaccino contro il meningococco C ai nuovi nati e fino all'et・ di 18 anni".

Il bimbo di 22 mesi morto a Firenze per meningite da meningococco C rappresenta il primo decesso a causa dell'infezione, nella Regione negli ultimi due anni, di un bambino che non era stato vaccinato. Un dato sottolineato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, e che sta ad indicare come la vaccinazione sia invece fondamentale dal momento che, nella rara ma pur sempre possibile eventualità di contagio, 'attenua' comunque la gravità della malattia prevenendone le conseguenze più gravi.

La vaccinazione, avverte Ricciardi, resta dunque l'arma fondamentale ed "in questo momento non vaccinare i bambini in Toscana contro la meningite è da irresponsabili". Ovviamente, ha spiegato il presidente dell'Iss, "è importante vaccinare i bambini su tutto il territorio nazionale, ma rifiutare la vaccinazione in Toscana, dove continuano ad essere presenti dei focolai, è proprio da irresponsabili". Infatti, "altri casi di infezione nei bambini nella regione, anche se pochi, si sono registrati, ma i piccoli erano stati vaccinati ed hanno dunque superato la malattia".

Da qui l'invito ad effettuare urgentemente la vaccinazione contro il meningococco C: "Attualmente è stato vaccinato circa il 35% della popolazione toscana ma - ha chiarito Ricciardi - la copertura da raggiungere per essere sicuri dei benefici derivati dal cosiddetto 'effetto gregge', sarebbe almeno del 90%. Ad ogni modo, senza la campagna estensiva di vaccinazione già avviata i casi sarebbero stati sicuramente molti di più". Il punto, sottolinea anche Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Iss, è che "nessun vaccino protegge al 100%, anche se la protezione è altissima attestandosi oltre il 95%. Ma va detto che il vaccino contro il meningococco è sicuro e che vaccinandoci si ha, in caso di contagio, una evoluzione migliore della patologia, oltre ad un rallentamento generale della circolazione del batterio".

Quanto alla durata della protezione vaccinale, la Toscana, ha rilevato Ricciardi, "ha introdotto il richiamo a 13 anni e questo sulla base di un principio di precauzione più che su evidenze scientifiche. In questo caso concordo con la decisione presa, ma al momento non c'è un'indicazione al richiamo contro la meningite a livello nazionale". L'Iss, ha ricordato, "sta appunto effettuando uno studio sulla durata della copertura da vaccino anti-meningite e solo sulla base dei risultati valuteremo eventuali nuove indicazioni. Al momento, l'unica evidenza viene infatti da uno studio statunitense che suggerisce l'utilità di un richiamo dopo 5-6 anni dalla prima vaccinazione".

Il meningococco C resta la causa più frequente di meningite in Italia, mentre il ceppo B, ha ricordato Ricciardi, "è più raro ma più aggressivo. La strada da seguire, quindi, è vaccinare tutti i nuovi nati contro i ceppi B e C, mentre la meningite dovuta al batterio escherichia coli è una eccezione". Purtroppo, ha concluso il presidente Iss, "la copertura vaccinale contro la meningite, pur attestandosi attorno al 93% a livello nazionale, registra tuttavia tassi ben più bassi in varie regioni e tale situazione non permette di raggiungere un 'livello di sicurezza' omogeneo".

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