Cambiano ancora gli interessi legali all’Enpam: meglio pagare a rate

Previdenza | Redazione DottNet | 09/01/2017 15:17

Regalo di fine anno ai cittadini da parte del legislatore: gli interessi legali saranno ridotti dallo 0,2 per cento annuo (saggio in vigore per il 2016), allo 0,1 per cento a partire dal 1° gennaio 2017.

La riduzione è disposta dall’articolo 1 del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 7 dicembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 14 dicembre 2016. La nuova misura del saggio è stata determinata, come disposto dall’art. 2, comma 185, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in considerazione del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato e del tasso d’inflazione registrato nell’ultimo anno.

Per i medici di famiglia che hanno in corso il pagamento del riscatto a rate semestrali, versare in unica soluzione sarà praticamente la stessa cosa che pagare a rate. Infatti la maggiorazione legata alla dilazione diventerà sostanzialmente impercettibile. Al contrario, dilazionare il riscatto nel tempo, specie per chi beneficia di redditi particolarmente alti, può essere particolarmente vantaggioso sul versante della deducibilità fiscale degli importi corrisposti, perché consentirà di far gravare la deduzione sulle fasce più elevate di reddito, aumentando il risparmio fiscale.

Per beneficiare della nuova norma, l’iscritto non dovrà fare assolutamente nulla. I regolamenti della Fondazione, infatti, dispongono testualmente che nell’ipotesi di variazione del saggio di interesse legale, si provvede alla rideterminazione del piano di ammortamento del contributo di riscatto con pagamento in forma rateale, con riferimento al capitale residuo ed al numero di rate mancanti al completamento del piano precedentemente fissato.

Nessuna variazione sui ratei di riscatto con scadenza dicembre che gli iscritti sono chiamati a pagare in questi giorni; le sorprese positive saranno contenute nel prossimo rateo, quello in scadenza a giugno 2017. Prezzi molto bassi all’Enpam anche per le ricongiunzioni rateali, il cui saggio di dilazione è agganciato direttamente all’indice Istat (oggi intorno allo zero), e per i pagamenti rateali dei contributi della Quota B (si pagano gli interessi solo se il piano di dilazione supera l’anno di versamento dei contributi) nonché per gli evasori e gli elusori (le cui sanzioni sono calcolate anche sulla base dell’interesse legale).

Fuori dell’Enpam, sarà più leggero anche il costo del ravvedimento operoso nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, così come costerà di meno ogni pagamento tardivo nei confronti dell’erario.  In questo modo, per esempio, chi vuole regolarizzare nel 2017 gli omessi o tardivi versamenti di tasse e imposte del 2016, per gli interessi legali dovrà applicare le due misure, dello 0,2% fino al 31 dicembre 2016 e dello 0,1% dal 1° gennaio 2017.

Sotto il profilo strettamente fiscale, restano dovuti nella misura del 3,5% annuo gli interessi per le somme versate nei termini in caso di accertamento non impugnato, accertamento con adesione e conciliazione giudiziale. Inoltre, per i pagamenti a rate, sugli importi delle rate successive alla prima, le norme dispongono che sono dovuti gli interessi legali, e che la loro misura è sempre costante, pari a quella dell’anno in cui viene perfezionato l’accertamento con adesione. Sotto questo aspetto, quindi, meglio che il perfezionamento avvenga nel 2017: in questo modo ci si garantirà l’interesse dell’1% su tutte le rate del piano di rientro, anche se il saggio dovesse successivamente cambiare ancora.

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