Lorenzin, eroi i medici di Nola. Anaao: paghiamo lo scotto dei tagli

Redazione DottNet | 10/01/2017 22:21

Fnomceo: i medici italiani sono sempre meno e sempre più affaticati

'Eroi'. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha definito i medici e gli operatori sanitari del pronto soccorso dell'ospedale di Nola (Napoli), per il lavoro svolto in piena emergenza tra sabato e domenica scorsi, ma ha anche sottolineato che la Campania è 'maglia nera' per gli accessi inutili a quelli che dovrebbero essere i reparti di prima emergenza. Il ministro, tornando sulle immagini dei due utenti del pronto soccorso del nosocomio sdraiati sul pavimento per la mancanza di barelle e lettighe, ha sottolineato che la scena è il segno di ''un fenomeno di natura organizzativa su cui deve essere fatto un chiarimento molto serio'', definendo quello di Nola un "caso brutto che fortunatamente non ha avuto conseguenze peggiori''.

''Ora - ha aggiunto il ministro nel corso della trasmissione Porta a Porta - dobbiamo far rientrare la situazione nella normalità. Nessuno si aspetta un salto in avanti ma bisogna iniziare a monitorare i risultati e noi vogliamo vederli. A partire dalla costituzione di una Rete unica d'urgenza''. Dopo quella che è apparsa a molti come una gogna mediatica, e la sospensione del direttore sanitario e dei responsabili del pronto soccorso e della medicina d'urgenza del nosocomio, per i medici arriva quindi la 'riabilitazione' direttamente dal ministro Lorenzin, che non solo difende gli operatori sanitari, sottolineando di non vedere ''quali responsabilità possano avere, hanno fatto solo il proprio dovere'', ma sposta il tiro sulla Regione Campania, accusando l'ente di ''problemi amministrativi ed organizzativi''.

Per i medici di Nola arriva anche la ''solidarietà'' del presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, che ieri aveva chiesto la 'testa' dei responsabili, ed ottenuto la sospensione dei tre dirigenti del nosocomio che, secondo il Governatore, non hanno ''avuto la prontezza e la capacità organizzativa per gestire un'emergenza''. De Luca, intervenendo a Radio Kiss Kiss Napoli, ha detto che "quelli che devono essere chiamati a rispondere saranno i responsabili e non coloro che hanno cercato di fare l'impossibile per dare una mano ai pazienti riversatisi nel pronto soccorso". Il governatore ha anche ricordato che in tutta Italia, in questi giorni, "c'è stato un assalto ai pronto soccorso", e che in Campania "centinaia di medici stanno dando l'anima per migliorare la situazione". Accessi che, secondo la Lorenzin, in Campania per l'85% dei casi ''non andrebbero fatti'', in quanto codici verdi e bianchi. ''Quando questo accade - ha aggiunto - significa che non c'è una struttura territoriale che funziona", ma spesso "si integra anche con problemi socio-economici. Ovvero si va al pronto soccorso per farsi visitare".

Lorenzin ha poi affermato che per la Regione Campania ''i piani e gli atti amministrativi sono stati fatti, le reti sono state disegnate, poi sta a chi le deve realizzare e monitorare, verificare che questo sia fatto bene''. Oggi, intanto, a sostegno dei medici di Nola il sindaco della città, Geremia Biancardi, ha organizzato un sit-in di solidarietà, chiamando a raccolta le fasce tricolori del comprensorio, associazioni, sindacati, operatori sanitari e cittadini. E mentre i medici dell'ospedale, che ieri hanno lavorato quasi in 'tranquillità', commentano amaramente la situazione, ricordando che sabato ognuno ''ha fatto il proprio dovere di medico'', da Antonietta Costantini, manager dell'Asl Napoli 3 sud, arriva l'accusa agli operatori del nosocomio del ''più alto grado di assenteismo ed esenzioni per legge 104 di tutta la mia Asl. Un fenomeno - ha concluso - che andrebbe 'attenzionato' dal ministro''.

L'annuncio del licenziamento dei responsabili del Pronto soccorso di Nola, dopo le scene di malati sdraiati a terra per assenza di letti e barelle, è "semplicemente vergognoso". All'indomani dello 'scandalo' suscitato da quanto accaduto nel nosocomio campano, i sindacati salgono sulle barricate e dicono 'no' alla "gogna alla quale i medici sono quotidianamente sottoposti, in attesa da 8 anni del rinnovo del contratto ma nonostante ciò sempre in prima linea a salvare vite umane in condizioni spesso estreme".

I medici lavorano oggi in situazioni "sempre più precarie e la vicenda di Nola dimostra solo la bravura dei nostri professionisti che hanno comunque evitato morti in quelle precarie condizioni", afferma Costantino Troise, segretario del maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l'Anaao-Assomed, chiedendo l'autosospensione del presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca. Non è insomma 'colpa' dei camici bianchi se a Nola i malati devono essere sdraiati per terra in attesa di un letto, rileva l'Anaao, e le responsabilità "sono di altri". I medici, spiega Troise, "lavorano oggi con un contratto scaduto da 8 anni: ciò significa che gli stipendi sono bloccati dal 2009, senza alcuna possibilità di progressione, e molto spesso persino lo straordinario fatto non è retribuito né recuperato. Avendo infatti la politica tagliato organici e risorse, ci sono sempre meno medici e si fatica a recuperare, anche se di contro aumentano i carichi di lavoro soprattutto nei Pronto Soccorso".

Così, ciò che è accaduto a Nola è in qualche modo "inevitabile": "In Campania - sottolinea Troise - non si fanno concorsi da 10 anni e all'ospedale di Nola credo ci siano un centinaio di posti letto per 600mila abitanti; in queste condizioni, si ha difficoltà anche nei tempi di smistamento dei malati, oltre che di ricovero". E se non ci sono posti letto disponibili, incalza, "bisogna necessariamente accontentarsi di barelle, sedie, poltrone o scrivanie, se va bene, e del pavimento se va male". Insomma, avverte il leader sindacale, "è già un miracolo che in quelle condizioni non ci siano stati dei morti e bisogna invece essere orgogliosi del lavoro fatto dai medici, dato che il numero dei posti letto non è certamente deciso da loro".

Per questo, è la posizione dell'Anaao, "scaricare la responsabilità su chi fa di tutto per salvare vite umane è inaccettabile". Sulla stessa linea la presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Roberta Chersevani, che estende un 'grazie' a tutti i medici italiani che, afferma, "sono sempre di meno, molto maltrattati, sempre più anziani, sempre più affaticati e a disagio, sempre più giudicati e poco compresi". Duro anche il giudizio di Cgil nazionale e Funzione pubblica Cgil: "E' sbagliato indicare a dito dei capri espiatori di fronte ad un caso drammatico, occorre invece individuare la responsabilità politica di quanto accaduto e interrogarsi sulle cause che hanno portato a quanto abbiamo visto a Nola". Perché le responsabilità, conclude il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, Tonino Aceti, "sono tanto a livello di struttura sanitaria che di Regione. Non si può mettere i cittadini di fronte alla scelta tra il non essere assistiti o esserlo ma sdraiati a terra".

 

 

fonte: interna

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato