Conflitto medico-paziente: via libera alla legge sulla responsabilità

Redazione DottNet | 11/01/2017 21:16

Il via definitivo atteso per fine febbraio con il sì della Camera

Potrebbe arrivare entro fine febbraio il via libera definitivo alla legge che modifica la responsabilità dei professionisti sanitari nei procedimenti per malpractice. E' stato infatti approvato in seconda lettura dall'Aula del Senato il ddl che ha come obiettivo quello di diminuire il contenzioso legale e il ricorso alla medicina difensiva, ma anche garantire risarcimenti per chi subisce un torto. Atteso da anni dai medici, il provvedimento rappresenta un "importante passo in avanti per il sistema sanitario del nostro Paese", secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il nuovo testo, modificato dal Senato, nella sostanza non intacca gli assi portanti del provvedimento: obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private, tentativo obbligatorio di conciliazione e depenalizzazione della colpa sanitaria, ovvero il medico che avrà rispettato linee guida e buone pratiche definite da Società scientifiche e istituzioni, non risponderà penalmente del suo operato. Prevede poi, l'istituzione di Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e un Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità. Il risarcimento inoltre avverrà sulla base delle tabelle sul danno biologico, "mettendo così fine all'estrema discrezionalità che rendeva più iniquo il sistema", sottolinea il presidente della Federazione di Asl e Ospedali (Fiaso), Francesco Ripa di Meana.

Il cittadino che riterrà di aver subito una malpractice medica, spiega Federico Gelli (nella foto), responsabile sanità del Pd e promotore del ddl, "potrà innanzitutto rivolgersi direttamente all'assicurazione della struttura, come accade oggi per l'RC Auto. Se non soddisfatto può agire attraverso la conciliazione obbligatoria. Se neanche questa soluzione va in porto può intentare un procedimento civile contro la struttura, e in questo caso l'onere della colpa rimane come oggi a carico della struttura, che dovrà dimostrare di essersi comportata correttamente. Ma se il cittadino intenderà rivalersi civilmente anche nei confronti del sanitario, dovrà lui stesso dimostrare di aver subito il danno e la prescrizione è ridotta a 5 anni".

Punto, quest'ultimo, che resta "una misura penalizzante per il cittadino", secondo Tonino Aceti coordinatore nazionale del Tribunale del Malato-Cittadinanzattiva, che pure apprezza "i miglioramenti apportati dal Senato frutto anche del nostro impegno". Per quanto riguarda i cambiamenti introdotti a Palazzo Madama, chiarisce Amedeo Bianco (Pd) relatore del testo in Aula, il principale riguarda "l'aumento delle garanzie per rendere il sistema solvibile. Col Fondo rischi per il risarcimento sinistri, infatti, si possano coprire tutti gli eventuali buchi ad esempio dovuti al fallimento delle imprese assicurative o in caso di recesso unilaterale dell'assicurazione". Altra novità importante "è la possibilità, per il paziente, di ottenere la cartella clinica in 7 giorni a fronte dei 30 finora previsti".

Ad accogliere con favore la norma, non solo uno schieramento di politici bipartisan, che va dal Pd ai Conservatori e Riformisti, ma anche i professionisti, diretti interessati. Dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), alla Società di medicina generale (Simg), dai sindacato dei medici dirigenti Anaao e Cimo all'Associazione chirurghi (Acoi), tutti esprimono "soddisfazione" per un provvedimento che auspicano abbia presto il via libera definitivo da Montecitorio. Il testo annuncia Gelli, "è stato calendarizzato a febbraio".

Vediamo i punti principali del nuovo testo:

La responsabilità penale del medico

Il nuovo art. 590-sexies introdotto dalla riforma ridisegna la responsabilità penale del medico, escludendo la colpa dello stesso (quando nello svolgimento della propria attività, cagiona la morte o la lesione personale della persona assistita), se vengono rispettate le linee guida ovvero, in mancanza, le buone pratiche clinico-assistenziali. Viene abrogato, conseguentemente, il comma 1 dell'art. 3 della legge Balduzzi sulla colpa lieve.

La responsabilità civile del medico e della struttura

Con la riforma viene definitivamente tracciato il doppio binario relativamente alla responsabilità civile del medico e della struttura sanitaria. Il primo, infatti, risponderà del proprio operato ai sensi dell'art. 2043 del codice civilea meno che non abbia agito nell'adempimento di una obbligazione contrattuale assunta con il paziente. Alla natura extracontrattuale della responsabilità del medico (sia che operi presso strutture pubbliche o private, sia in rapporto convenzionale con il SSN o attraverso la telemedicina), si contrappone quella contrattuale delle strutture sanitarie pubbliche e private.

La conciliazione stragiudiziale

Per le controversie riguardanti i casi di responsabilità medica, la riforma istituisce il tentativo di conciliazione obbligatoria, quale condizione di procedibilità della successiva domanda giudiziale.

Obbligo di assicurazione e azione diretta

A trovare conferma è anche l'obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie (pubbliche e private) di stipulare una copertura assicurativa per la responsabilità civile. L'obbligo è esteso anche alle prestazioni svolte in regime di libera professione intramuraria, di convenzione con il SSN o attraverso la telemedicina. In caso di cessazione dell'attività professionale per qualunque causa deve essere previsto un periodo di ultrattività della copertura (anche per le richieste presentate per la prima volta entro i 10 anni successivi), esteso anche agli eredi e non assoggettabile a disdetta. Viene sancita, altresì, l'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'assicurazione che presta la copertura assicurativa all'azienda, la struttura o l'ente, l'esercente la professione sanitaria.

Il Fondo di garanzia

Viene istituito, infine, il Fondo di Garanzia ad hoc per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria, finalizzato a risarcire i danni cagionati, nei casi in cui gli importi eccedano i massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura sanitaria o dal medico ovvero gli stessi siano assicurati presso una compagnia che al momento del sinistro sia soggetta ad una procedura di insolvenza. Il fondo è alimentato attraverso il versamento di un contributo annuale (al bilancio dello Stato) da parte delle compagnie autorizzate all'esercizio delle assicurazioni per i danni causati da responsabilità sanitaria.

 

 

fonte: interna

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