Imprese omeopatia, 90 milioni di fatturato a rischio

Aziende | Redazione DottNet | 16/01/2017 18:49

Emendamento al Milleproroghe per prolungare i termini della registrazione

Un crollo fino a 90 milioni di euro su 300 milioni di fatturato annui, la scomparsa di piccole e medie aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Nonché l'impoverimento dell'offerta dei farmaci omeopatici, che passerebbero da circa 13.000 prodotti in commercio a 5-6mila.  Questo lo scenario che si profila per il settore se non sarà prorogato il termine per la presentazione dei dossier per la registrazione dei farmaci omeopatici all'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Da qui la richiesta di un emendamento da inserire nel decreto Milleproroghe.


    Otto milioni di italiani (dati del 2016) utilizzano questi farmaci, prescritti da circa 20mila medici. A mettere in difficoltà il settore il termine, oggi previsto a giugno 2017, per presentare i dossier. "Per anni ci siamo battuti per una regolamentazione del settore, come peraltro avviene nel resto d'Europa", spiega Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, associazione di aziende che producono e distribuiscono medicinali omeopatici. Il processo di registrazione - prosegue - "si è finalmente avviato, ma l'elevatissimo numero di dossier" e "alcune problematiche tecniche" hanno rallentato l'iter di registrazione dei farmaci "ed ora i tempi sono davvero ristretti". Qui "c'è in gioco il posto di lavoro di 4.000 addetti e decine di aziende rischiano la chiusura". Di fatto servirebbe almeno un anno in più per arrivare all'obiettivo.

 "Mesi di dialogo con il Governo non sono valsi a nulla", lamenta Gorga e "il Ministero della Salute ha rinviato la soluzione a marzo, con la spada di Damocle di imminenti elezioni politiche".    Omeoimprese chiede quindi di approvare nel decreto Milleproroghe un emendamento "che proroghi la scadenza dei dossier a giugno 2018".

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