Nuovo piano vaccini: sanzioni ai medici. Lazio: obbligo per asili nido

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 18/01/2017 20:54

Il piano approda alla Conferenza Stato-Regioni: ordini e sindacati per sanzioni disciplinari e contrattuali

Il Piano nazionale per la prevenzione vaccinale (clicca qui per scaricare il testo completo) è stato inserito all'ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni prevista per oggi pomeriggio al ministero degli Affari regionali. L'esame del Piano è stato inserito in un secondo momento, con una integrazione all'ordine dei lavori di oggi in cui, inizialmente, non era stato compreso. Tra le novità il mantenimento dello stato polio-free, raggiungimento dello stato morbillo-free e rosolia-free e garantire e arricchire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’età e popolazioni a rischio. E così l’Anti Pneumococco e Zoster per gli anziani, anti Meningococco b, Rotavirus e Varicella per i più piccoli e l’anti Papillomavirus anche agli adolescenti maschi.

"Finalmente si sta per chiudere questa partita infinita e domani il Piano andrà in Stato-Regioni - conferma il coordinatore degli assessori alla Salute Antonio Saitta  - ma non ci sono novità particolari in realtà  più un atto dovuto. Noi avevamo già dato parere favorevole ma l'iter non era andato avanti perché c'erano problemi di copertura. Problemi che si sono risolti con l'approvazione della Legge di Bilancio e dei nuovi Lea e ora quindi il Piano è pronto a fare quest'ultimo passaggio".

Ma il piano prevede anche che "saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali che possano portare anche all’adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l’opportunità". Ovvero è ipotizzabile che potranno esserci sanzioni ai medici anti vaccini.

Intanto anche nel Lazio sì all'obbligo di vaccini negli asili nido. Ad aprire la via era stata la Regione Emilia-Romagna a fine novembre, e ora anche il Lazio procede a passi spediti sulla stessa strada. La proposta di legge che vincola l'iscrizione agli asili alle vaccinazioni obbligatorie è stata approvata due giorni fa all'unanimità dalla giunta di Nicola Zingaretti; oggi l'assessore alle Politiche sociali Rita Visini l'ha illustrata alla commissione Salute del Consiglio regionale. "Il nostro obiettivo - ha spiegato - è preservare lo stato di salute del minore e delle persone con cui viene a contatto, sin dai primi anni di vita, contando sull'evidenza scientifica che colloca i vaccini tra gli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per le prevenzione primaria delle malattie infettive".

La proposta di legge prevede di aggiungere un articolo aggiuntivo all'attuale norma regionale sugli asili, nel quale vengono indicati espressamente i quattro vaccini attualmente obbligatori per tutti i nuovi nati: antidifteritica, antitetanica, antipoliomielitica e contro l'epatite B. Nel Lazio la copertura è ancora superiore al 95% della popolazione, così come chiede l'Oms, ma tra il 2014 e il 2015 è calata di due punti. "L'iscrizione a un asilo - il commento del presidente della commissione Rodolfo Lena (Pd), tra i primi a schierarsi a favore dell'idea - comporta la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, per cui la mancanza di vaccinazione si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, anche quelli con particolari debolezze e fragilità immunitarie".

Anche Sel ha assicurato il suo appoggio al provvedimento: "Una grande opportunità per dare nuovo vigore alla campagna vaccinale - ha detto la consigliera Marta Bonafoni - e alla diffusione di una corretta informazione anche presso i nuovi soggetti che ottengono la cittadinanza italiana". Chi invece esprime una posizione critica è il vicepresidente del Consiglio Francesco Storace (La Destra), che cita l'articolo 32 della Costituzione: "La libertà di cura viene posta sotto ricatto - afferma - altre Regioni evidentemente più liberali, come Liguria e Lombardia, preferiscono convincere e non costringere. Emilia-Romagna e soci invece impongono la cura di Stato".

Critiche sul metodo sono arrivate invece dal M5s: perché la proposta di legge di giunta è arrivata in commissione in soli due giorni, scavalcando altri testi, ha chiesto il consigliere Davide Barillari, che a sua volta, da Facebook, ha 'interrogato' la base pentastellata in vista del voto. Ci sarà tempo fino a lunedì 23 per presentare gli emendamenti.

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