Novartis: calano utile e ricavi. Stabile in Italia

Aziende | Redazione DottNet | 25/01/2017 15:58

Sull'attività del Gruppo pesa la competizione con i generici. Bene Entresto prodotto a Torre Annunziata

Il colosso farmaceutico Novartis ha chiuso il 2016 con ricavi netti in calo del 2% a 48,51 miliardi di dollari (45,24 miliardi di euro) ed un utile netto in ribasso del 5% a 6,69 miliardi di dollari (rpt -5% a 6,69 mld dlr) (6,23 mld euro), con una liquidità in crescita del 2% a 9,45 miliardi di dollari (8,81 mld euro). Sull'attività del Gruppo ha pesato la "competizione sui farmaci generici", si legge in una nota in cui è indicata una riduzione del risultato operativo dell'8% a 8,26 miliardi di dollari (7,7 mld euro). In crescita del 2% il dividendo a 2,75 franchi svizzeri (2,55 euro). Per l'anno in corso sono previsti ricavi "in linea con il 2016 - spiega il Gruppo in una nota - dopo aver assorbito la competizione sui farmaci generici". Il risultato operativo è previsto invece "in crescita tra l'1 ed il 5%.

Quanto all'Italia il Gruppo ha chiuso il 2016 con un fatturato in linea con il 2015 a quota 1,63 miliardi. La produzione farmaceutica si concentra a Torre Annunziata, con nuovi investimenti per oltre 40 milioni di euro, in parte già spesi, entro la fine dell'anno e circa 89 milioni di confezioni prodotte, e su Rovereto (Trento), destinato ai farmaci generici. Novartis ha poi uffici a Origgio (Varese), Milano e Roma. Nel 2016 la divisione italiana del colosso elvetico ha destinato alla ricerca 63 milioni di euro con 180 studi clinici effettuati coinvolgendo oltre 11mila pazienti. Complessivamente Novartis conta in Italia 2.374 dipendenti.

Commentando i risultati l'amministratore delegato di Novartis, Joe Jimenez, ne ha sottolineato la loro "solidità", che ha consentito di "assorbire la perdita di brevetto di Gleevec (diventato farmaco generico, ndr) negli Usa". Il Gruppo, secondo l'Ad, ha "investito nel lancio di prodotti chiave" ed ha realizzato il "ritorno all'utile della divisione oftalmica Alcon". Quanto agli altri prodotti Consentyx ha superato il miliardo di fatturato, mentre per Entresto, prodotto nello stabilimento di Torre Annunziata (Napoli), lo stabilimento che ne confeziona più di tutti, anche rispetto agli Usa, per tutti i mercati, "ci sono le condizioni per un'accelerazione delle vendite nel 2017". Il medicinale è confezionato nell'impianto campano di Torre Annunziata (Napoli), con l'obiettivo di 35 milioni di scatole entro il 2020. "Sono ottimista sulle prospettive a lungo termine di Entresto - ha detto - prodotto a Torre per oltre 112 Paesi al mondo" esclusi gli Usa. Quanto alla ripartizione della produzione tra gli Stati Uniti e l'Italia il manager ha detto che a Torre, stabilimento "saturo" la produzione "è molto più elevata". Sul farmaco il manager ha sottolineato che "ci sono le condizioni per una accelerazione delle vendite a partire da quest'anno", tanto che Entresto è un potenziale 'blockbuster', in grado cioè di superare un fatturato di 1 miliardo di dollari.

Il Gruppo sta inoltre realizzando la "strategia di acquisizioni" e sta "consolidando la propria riorganizzazione" annunciata nel 2014. "Proponiamo un incremento del dividendo - ha aggiunto Jimenez - e iniziamo un riacquisto di titoli fino a 5 miliardi di euro", mentre sul fronte della divisione Alcon, "stiamo rivedendo le diverse opzioni per massimizzare il valore degli azionisti". Tra queste uno scorporo e la possibile quotazione in Borsa.

L'amministratore delegato di Novartis Joseph Jimenez non vede l'ora di incontrare il nuovo presidente degli Usa Donald Trump. E' quanto ha detto a margine della presentazione dei risultati del Gruppo rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti sulla nuova amministrazione Usa. "Mi reco spesso a Washington - ha affermato - e sarà un'occasione per incontrarlo nei prossimi mesi, per discutere e lavorare con la nuova amministrazione americana su come possiamo essere di aiuto per illustrare i nostri risultati a livello di prezzi e la nostra capacità di essere leader nel settore". "Non vedo l'ora di incontrarlo", ha aggiunto sottolineando che il nuovo presidente Usa "ha dimostrato di riconoscere il valore dell'innovazione e dell'industria farmaceutica per il Paese". Un settore - ha specificato Jimenez - che "crea un fatturato di 70 miliardi di dollari all'anno in ricerca e sviluppo con 4,5 milioni di occupati". "Quello che ci sta a cuore - ha concluso il mananger elvetico - è che i cittadini americani abbiano accesso ai farmaci di cui hanno bisogno", mentre il problema dei prezzi dei farmaci "non è nuovo" e "molti contratti sono già parametrati sull'impatto dei farmaci" in termini di benefici sociali e minori ospedalizzazioni.

 

 

fonte: ansa

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