Si va verso una legge nazionale per l'obbligo dei vaccini a scuola

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 26/01/2017 20:58

Il ministero precisa però che si tratta solo di una interlocuzione istituzionale su un tema di grande interesse e che nessun accordo è stato raggiunto

Una legge che, dopo 18 anni, ristabilisca l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso dei bambini ai nidi e alla scuola materna, su tutto il territorio nazionale. Su questo obiettivo, da realizzare in tempi brevi, si sono confrontati il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome.

Non e' un accordo, ha precisato il ministero della Salute, ma un percorso che sembra pero' ormai tracciato con un forte supporto delle Regioni, che portera' il ministro della Salute a confrontarsi con il Ministro dell'Istruzione e della ricerca scientifica e degli altri colleghi di Governo, per andare appunto avanti sulla formulazione e presentazione di un provvedimento nazionale. Le parti si erano viste mercoledi' scorso e sul tavolo c'era l'avvio del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19.

Entusiasta il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, che aveva definito "storico" quanto deciso, cioe' portare avanti una legge per eliminare le disparità attualmente esistenti tra le Regioni in tema di vaccinazioni. Ricciardi aveva anche sottolineato come ''l'intesa'' era stata raggiunta "all'unanimità". Ci sono state infatti delle regioni, come Emilia, Friuli Venezia Giulia e Toscana, ha spiegato, "che sono state più coraggiose e per prime hanno deciso per l'obbligatorietà delle vaccinazioni, ma ora si decide di prendere un'iniziativa a livello nazionale e questo è storico". In questo modo, ha chiarito, "si supera finalmente la confusione che ancora esiste tra la gente tra vaccinazioni obbligatorie e consigliate: va infatti detto in modo definitivo che tutte le vaccinazioni, dal momento che salvano vite umane, sono obbligatorie, sia da un punto di vista etico che scientifico".

Un accordo che ha avuto l'unanimità e ciò significa che "sono superate le remore di alcune regioni. Ora - ha affermato - sarà approntato un provvedimento che sarà presentato al Parlamento". Ed ancora: "E' un impegno collettivo - rileva Ricciardi - per garantire l'uniformità dell'offerta vaccinale sul territorio e che fa chiarezza anche sull'importanza della vaccinazione per la tutela delle fasce più fragili come bambini, anziani o persone immunodepresse soprattutto nelle comunità ristrette come per esempio le aule scolastiche". Il tutto mirato alla prevenzione di malattie importanti che, viste le basse coperture attualmente registrate in Italia, rischiano di riemergere.

Garantire un'offerta vaccinale uniforme in tutte le zone del Paese è l'obiettivo da raggiungere anche per il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta: "Occorre - ha detto - un calendario vaccinale che stabilisca le priorità e la tempistica delle somministrazioni, in modo progressivo e graduale. Un obiettivo che va raggiunto nello stesso momento in cui si ripartiranno le risorse stanziate a riguardo, 100 milioni di euro, dalla legge di bilancio. Sarà poi fondamentale attivare una campagna di comunicazione condivisa fra il ministero e le Regioni proprio per supportare l'offerta vaccinale". Parla di "passo importante" la presidente della commissione Sanità Emilia Grazia De Biasi, chiedendo però che il Parlamento proceda ora con "una norma concreta e condivisa".

Annuncia invece battaglia il Codacons: "Ricorreremo in ogni sede contro una legge nazionale in tal senso, e ci rivolgeremo alla Corte europea dei diritti dell'uomo per bloccare una iniziativa che è una violenza nei confronti delle famiglie". E sul piede di guerra anche vari gruppi di genitori: i 'Genitori del NO Toscana' contano già oltre 1500 aderenti e sono un gruppo nato su facebook, che vuole ora costituirsi in Comitato, contro la proposta di legge della Regione Toscana sull'obbligo vaccinale. Analoghi gruppi stanno nascendo anche in altre regioni.

 

 

fonte: ministero salute, ansa

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