Meningite batterica: un nuovo test per individuare i patogeni

Infettivologia | Medical Information Dottnet | 30/01/2017 15:18

I principali batteri responsabili della meningite possono essere rilevati nel liquido cerebrospinale mediante il nuovo “line probe assay”.

La sorveglianza nazionale della meningite batterica ha un ruolo chiave nell’identificazione degli agenti eziologici e dei loro specifici siero-gruppi o sierotipi per ogni paese, fornendo informazioni preziose  per lo sviluppo di vaccini da inserire nei programmi di immunizzazione nazionali.

 Il gold standard per la valutazione degli agenti patogeni della meningite batterica è la crescita dei batteri nella coltura di liquido cerebrospinale (CSF). Tale metodica presenta però diversi limiti che riguardano: la disponibilità di un laboratorio di microbiologia, un controllo rigido della qualità dei mezzi, condizioni di trasporto ottimali dei campioni di CSF e valutazione di eventuali trattamenti antibiotici orali o parenterali precedenti alla puntura lombare. A causa di questi problemi ne potrebbe derivare una sottostima del peso della malattia o dell’impatto della vaccinazione. Un approccio alternativo per la diagnosi e la sorveglianza della meningite batterica è rappresentato dalla PCR che, mostrando un’elevata specificità e sensibilità, viene sempre più utilizzata come tecnica di riferimento.

Lo studio presenta un nuovo strumento diagnostico, un saggio definito line probe assay (LPA), che si basa su una PCR multiplex e ibridizzazione con sonde di oligonucleotidi sequenza-specifica (SSOP) per la rapida rilevazione dei principali patogeni batterici che causano la meningite.

Lo scopo dello studio è di comparare l’efficacia diagnostica dell’LPA con la convenzionale PCR multiplex, utilizzata per rilevare la presenza dello Streptococco pneumoniae, e con la real-time PCR, adoperata per gli agenti Neisseria meningitidis e Haemophilus influenzae di tipo b, utilizzando campioni di fluido cerebrospinale (CSF) nell’ambito del programma di sorveglianza nazionale in Turchia 2006-2009. Durante il periodo di studio sono stati arruolati circa 1460 soggetti (età media: 51± 47 mesi) e ulteriormente valutati quelli che rispettavano i criteri di una potenziale meningite (841 soggetti). Di questi ultimi circa l’89% è stato sottoposto all’indagine LPA con campioni di CSF ed i risultati sono stati:

-57% negativo al test

-17% positivo per S. pneumoniae

-7%  positivo per H. influenza tipo b

-5% positivo per N. meningitidis                                 

La specificità dell’LPA per tutti i tre di batteri implicati nello sviluppo della meningite è dell’88% se paragonata alla PCR standard; mentre la specificità del nuovo saggio per ogni patogeno è:

  • 93% per S. pneumoniae
  • 96% per H. influenza tipo b
  • 99% per N. meningitidis

Per quanto riguarda la sensibilità del test LPA, è stato dimostrato che è del 76% se si considerano i tre patogeni insieme, mentre dall’analisi del singolo agente patogeno emergono i seguenti valori:

  • 72% per S. pneumoniae
  • 88% per H. influenza tipo b
  • 81% per N. meningitidis

Questo nuovo strumento di indagine presenta diversi vantaggi: è facile da eseguire, richiede solo un termociclatore, fornisce i risultati in un giorno, può rilevare contemporaneamente 3 batteri patogeni ed i loro sierotipi o siero-gruppi.

Il saggio LPA può essere usato per rilevare i comuni batteri patogeni della meningite nei campioni CSF in modo rapido. Ad ogni modo, sebbene i risultati dello studio siano promettenti, il test necessita di essere ottimizzato ed ulteriormente validato.

 

Fonte:

Ahmet Soysal et al. Evaluation of the line probe assay for the rapid detection of bacterial meningitis pathogens in cerebrospinal fluid samples from children. BMC Microbiology (2017) 17:14

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