I costi della sanità hanno impoverito 350mila famiglie italiane

Redazione DottNet | 27/01/2009 17:04

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La spesa sanitaria rispetto al Pil continua a crescere, tanto che nel 2010 si rischia una voragine da 10 miliardi di euro, e anche i debiti delle famiglie aumentano. Gli italiani si impoveriscono perchè devono pagare di tasca propria un gran numero di prestazioni sanitarie. Sono infatti quasi 350mila (pari all'1,5% del totale) le famiglie che nel 2006 si sono impoverite a causa di spese sanitarie impreviste, facendo vacillare il mito di un Ssn equo e solidale. A evidenziare questi, come altri nodi, è il VI Rapporto Sanità del Ceis (Centro Interdipartimentale di Studi Internazionali sull'Economia e lo Sviluppo dell'università Tor Vergata di Roma) presentato a Roma.
 

- SPESE 'CATASTROFICHE' PER FAMIGLIE: oltre ai 349.180 nuclei familiari impoveriti da spese extra per la salute, ce ne sono altri 861.383 (3,7%) che sono stati soggetti a 'spese catastrofiche', per effetto dell'incidenza sui loro bilanci delle spese sanitarie 'out of pocket' che sono state costrette ad affrontare. ''Questo è senz'altro uno degli aspetti più preoccupanti emersi dal rapporto - commenta Federico Spandonaro, coordinatore del Ceis - insieme al fatto che con la crisi il Ssn dovrà sempre più far fronte ai bisogni delle fasce di popolazione più fragili''.
- RISCHIO BUCO DA 10MLD: la spesa sanitaria italiana continua a crescere, e più rapidamente del Pil. Al punto che nel 2010 la forbice tra finanziamento statale e spesa rischia di aprire una voragine di 10 miliardi di euro.
- IN SPESA PRO-CAPITE NETTA DIVISIONE NORD-SUD: la barriera tra nord e sud non scompare, come confermano i dati sulla spesa sanitaria nelle Regioni. Se la media nazionale pro-capite è di 1.744 euro, in Trentino Alto Adige, Lazio e Valle d'Aosta supera i 1.970 euro, mentre in Basilicata e Calabria la cifra scende a meno di 1.600 euro. E anche per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale, nonostante una sostanziale omogeneità nei ticket, non è garantita l'equità. L'adozione di nomenclatori tariffari differenti comporta infatti una diversa incidenza di costi sui pazienti.
- TAGLIARE SPESA OSPEDALI: gli ospedali rimangono l'area che assorbe maggiori risorse all'interno del settore sanitario. Nonostante il numero complessivo delle strutture si sia ridotto del 7,9% tra il 2000 e 2006, non c'è stata una proporzionale riduzione del personale che anzi' è leggermente aumentato. In particolare sono cresciuti medici (+1,87%) e figure amministrative (+2,05%), meno il personale infermieristico (+0,09%), mentre è calato il personale tecnico (-2,32%). ''Il vero risparmio parte dalla chiusura degli ospedali generalisti - ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - deve arrivare alla medicina sul territorio il 60% delle risorse, e a quella ospedaliera il 40%''.
- ASSISTENZA INTEGRATIVA NON DECOLLA: stenta in Italia il mercato delle assicurazioni private: nel 2006 la quota sul totale della spesa privata e' stata del 4,1%, come nel 2005.
- CRESCONO GENERICI: il ricorso ai farmaci equivalenti ha raggiunto a livello regionale il 20,3% della spesa farmaceutica a carico del Ssn (+48,18% rispetto al 2006) e il 30,7% delle quantità consumate (+21,34% rispetto al 2006).