Dal cuore al diabete, esami clinici in crescita del 20% l'anno

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 30/01/2017 15:58

Biochimici, pesa la medicina difensiva. Occorre riorganizzare i laboratori

Dai test cardiologici a quelli per il diabete, gli esami clinici in Italia sono in crescita del 20% ogni anno: sotto accusa la mancata appropriatezza e la medicina difensiva, mentre emerge la necessità di riorganizzare la rete dei laboratori. Questo l'appello lanciato da Marcello Ciaccio, presidente nazionale della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (Sibioc).


    "Cresce in Italia il numero di esami clinici richiesti ai laboratori del Servizio sanitario nazionale. In alcuni settori, come malattie cardiovascolari, diabete e insufficienza renale - sottolinea Ciaccio in occasione di un incontro a Roma - l'incremento annuo arriva al 20%. Questo è dovuto alla deospedalizzazione dei pazienti con patologie croniche e, talvolta, dal ricorso alla medicina difensiva. Non sempre, quindi, i test prescritti tengono conto dei criteri di appropriatezza". Per questo, avverte, "è necessario interrompere questo boom di prescrizioni non sempre indispensabili, per evitare sprechi e migliorare l'assistenza". Gli esami di laboratorio, chiarisce l'esperto, "influenzano il 70% delle diagnosi mediche e quindi dei successivi trattamenti. Per questo è necessario riorganizzare le rete di queste strutture in Italia in modo che solo in pochi laboratori siano svolte le attività ultra specialistiche. Per esempio, le indagini sofisticate come quelle di genetica molecolare non dovrebbero essere eseguite in tutti gli ospedali. Si eviterebbero così sprechi e inappropriatezza, con risultati falsamente positivi che scatenano a loro volta altre indagini e terapie inutili".

Ma la Sibioc è in prima linea anche nell'aiuto ai Paesi in via di sviluppo: per favorire la cooperazione è stato avviato 'Adotta un professionista dai Paesi Emergenti', un progetto grazie al quale medici di laboratorio provenienti soprattutto dall'Africa sono stati accolti in alcuni ospedali italiani per un periodo formativo. Non solo: in collaborazione con l'onlus Docemus, la SIBIoC ha reso operativi alcuni laboratori in ospedali di aree disagiate africane. Forte anche l'attività nei confronti dell'emergenza migranti in Italia, con l'Ospedale Garibaldi di Catania in prima linea per l'assistenza.

 

 

fonte: sibioc

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