Lettere al Direttore. L'appello di Federbiologi al ministro Lorenzin

Lettera al Direttore | Redazione DottNet | 02/02/2017 15:15

L'associazione chiede un limite ai commissariamenti per un ritorno alla normalità

Caro Direttore,

a volte può accadere che uno Stato debba ricorrere a incarichi straordinari in occasione di eventi eccezionali, come in caso di calamità naturali.

Altre volte si avvale di commissariamenti quando un ente locale, ad esempio, è nell’impossibilità di far funzionare un’amministrazione, liberamente scelta dai cittadini, o per mancata approvazione del bilancio, o per infiltrazioni della malavita.

Differenti sono gli incarichi dello Stato destinati a portare a compimento atti amministrativi o necessari per raggiungere specifici obiettivi, generalmente di competenza di altre realtà istituzionali. Questi commissariamenti presentano due caratteristiche essenziali: sono circoscritti a uno specifico atto e hanno una durata limitata.

Quando i commissariamenti trascurano queste peculiarità, si corre il rischio non solo di minare alla base le istituzioni democratiche, e questo è di per sé gravissimo, ma anche di raggiungere un obiettivo parziale senza tenere conto del danno complessivo che si produce.

E questo è proprio quello che si è verificato con il commissariamento della sanità, che nella nostra regione si è protratto per oltre sette anni. Nessuno vuole disconoscere il merito del riequilibrio finanziario raggiunto. Porre un freno alla spesa sanitaria regionale era diventata una misura indispensabile. Ma, il blocco totale della spesa senza entrare nel merito della produzione della stessa e, quello che è più grave, per un periodo così lungo di tempo, ha avuto e avrà delle ripercussioni negative sul servizio sanitario regionale. I cittadini campani hanno pagato un prezzo durissimo in questi anni e lo pagheranno ancora per molto tempo.

Sette anni senza ricambio degli operatori sanitari, che unitamente alla mancata manutenzione delle strutture e al venir meno del rinnovamento tecnologico, che in medicina è vertiginoso, stanno a significare avere un servizio sanitario regionale scadente, al di là della buona volontà di tutti. Quello che è accaduto, recentemente, all’ospedale di Nola, ne è un esempio illuminante.

Senza venir meno al piano di rientro, bisogna accelerare e recuperare il tempo perduto conseguente al commissariamento tecnico. Il tempo delle problematiche, il tempo dell’ascolto, il tempo delle persone e non solo dei numeri, deve essere il nuovo orizzonte.

Noi della Federbiologi, come sindacato dei laboratoristi, abbiamo elaborato un programma che, nel pieno rispetto delle linee guida nazionali, previste dalla riorganizzazione della rete dei laboratori, garantisce la sostenibilità e la qualità delle prestazioni senza ulteriori aggravi per le finanze regionali.

Questo programma ha la caratteristica di limitare molto la perdita occupazionale che si avrebbe come conseguenza delle aggregazioni, e questo rappresenta un valore assoluto da non trascurare in un periodo così difficile per il lavoro, ma assicura una rete professionale sul territorio della nostra regione, che per sua natura ( montagne, costiere, isole ) presenta una specifica complessità.

Noi chiediamo al ministro della sanità Lorenzin un rapido ritorno a una gestione ordinaria per ritrovare i tempi dell’ascolto e un impegno straordinario di attenzione.

di Elisabetta Argenziano*

*Presidente nazionale di Federbiologi

 

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