Cyberbullismo, arriva il glossario per i medici. Casi in crescita

Professione | Redazione DottNet | 31/01/2017 19:00

Un caso al giorno di cyberbullismo in Italia: lo denuncia un rapporto del Telefono Azzurro: 1 vittima su 10 tenta il suicidio, è allarme tra genitori e insegnanti

Un caso al giorno di bullismo e cyberbullismo nelle scuole italiane. Lo rivela il Telefono Azzurro, che durante lo scorso anno scolastico ha raccolto testimonianze e denunce di ragazzi finiti nel mirino dei persecutori del web. Un dato preoccupante, che riemerge in tutta la sua drammaticità in occasione della ripresa del dibattito parlamentare sul Ddl in materia di contrasto al cyberbullismo, approvata martedì dal Senato.

Nell'ultimo anno i casi sono cresciuto dell'8%, mentre il fenomeno del sexting, cioè la condivisione via web di immagini o video a contenuto sessuale, coinvolge un adolescente su quattro. Lo ha accertato una ricerca della Regione Lombardia, che oggi ha lanciato un allarme rivolto a scuole e famiglie. Anche perché, in base alla ricerca, risulta che un adolescente su quattro ammette di "aver fatto sexting" la prima volta in un'età compresa tra gli 11 e i 12 anni. I dati sul fenomeno sono stati illustrati a Milano in un convegno sul tema promosso dalla Regione proprio nel giorno in cui il Senato vota il disegno di legge sul cyberbullismo. "I dati ci dicono che su questi fenomeni la situazione non sta migliorando, anzi - ha spiegato Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica Fatebenefratelli Sacco di Milano, che dal 2008 ospita il Centro multidisciplinare sul disagio giovanile, considerato uno degli Osservatori più attenti d'Italia sul fenomeno -. Bisogna intervenire, e la parola d'ordine è prevenzione: si devono informare e formare famiglie e scuole su quali sono gli indicatori spia per riconoscere gli episodi di cyberbullismo".

Il Centro di Milano conta una media di circa 1.200 casi all'anno, di cui l'80% interessa il web, tra cyberbullismo, sexting, gioco d'azzardo online e dipendenza da internet. I giovani in cura "arrivano da tutta Italia - ha spiegato - perché sono poche se non assenti le strutture che si occupano del fenomeno". Per curare vittime e bulli del web "servirebbero cure di prossimità in ogni regione - ha sottolineato Bernardo -. Per questo mi auguro che la legge approvata al Senato venga finanziata in modo consistente. Servono centri di cura e formazione per insegnanti e genitori". La vittima di bullismo non è facile da riconoscere perché tende a isolarsi. Il suicidio è la conseguenza peggiore, ma il disagio può manifestarsi anche con atti di autolesionismo, stati d'ansia, depressione, anoressia.

Secondo i dati relativi al 2016 dell'Osservatorio nazionale adolescenza, su un campione di oltre 7.000 adolescenti provenienti da tutta Italia, il 4% dichiara di "aver fatto sesso" inviando foto e video su WhatsApp, sui social network oppure telefonicamente. Il 6,5% ha fatto sexting e il 2% ha fatto sesso davanti ad una webcam. Il 10%, poi, ha scattato selfie intimi. "Armati di uno smartphone gli adolescenti sono capaci di rovinarsi la vita - ha detto Paolo Picchio, padre di Carolina, una ragazza di 14 anni che si è uccisa per la vergogna dopo che un suo video a sfondo sessuale era stato diffuso in rete dai compagni di scuola. Paolo Picchio, impegnato in prima persona nel contrasto al cyberbullismo, riceve ogni giorno messaggi e telefonate da genitori di tutta Italia che gli chiedono aiuto. "Invito i ragazzi vittime di cyberbullismo a non esitare a parlarne, mentre ai bulli e cyberbulli dico questo: sappiate che le vostre non sono solo ragazzate, ma veri e propri reati".

Ma come arginare un fenomeno odioso, talmente grave da provocare il tentativo di suicidio da parte del 10% delle vittime (dati Safer Internet Day 2016)? La parola chiave è formazione: di insegnanti, genitori e soprattutto dei medici e del personale sanitario. È questo l’obiettivo che si pone il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in partnership con Consulcesi Club, che ha realizzato il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “Le nuove dipendenze: internet ed il gioco d’azzardo patologico”. Il nuovo titolo si va ad aggiungere al già vasto catalogo a disposizione del personale medico, composto da 120 corsi che consentono di rispettare l’obbligo ECM comodamente da casa propria attraverso un’innovativa metodologia didattica che coniuga attualità e rigore scientifico. Rigore garantito anche dalla comprovata esperienza nel settore del responsabile scientifico del corso, il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta specializzato nel trattamento delle tossicodipendenze e delle nuove dipendenze.

Abbinato al corso, il Film Formazione “Game over”, diretto da Marco Cervelli e interpretato da Jennifer Mischiati e Antonio Palumbo, dedicato all’altrettanto drammatico tema della ludopatia. Grazie a tre video-lezioni e ai relativi materiali di approfondimento, il medico sarà in grado di distinguere efficacemente tra vecchie e nuove dipendenze, focalizzandosi sulle new addictions che destano il maggior allarme sociale: la dipendenza da Internet (IAD - Internet Addiction Disorder) e il gioco d’azzardo patologico (GAP), consentendo l’acquisizione di 4 crediti ECM.

Di seguito le 8 tipologie di cyberbullismo e i 5 segnali per riconoscere i teppisti online, stilati dal dottor Stefano Lagona.

DAL FLAMING ALL’IMPERSONATION: IL GLOSSARIO DEL CYBERBULLISMO IN 8 PUNTI

  1. Flaming: messaggi on line violenti e volgari che hanno lo scopo di suscitare liti e battaglie verbali in un sistema informatico;
  2. Molestie (harassment): spedizione continuativa di messaggi volgari o di insulto volti a irritare e ferire psicologicamente la vittima;
  3. Denigrazione: messaggi che hanno lo scopo di danneggiare la reputazione della vittima;
  4. Sostituzione di persona (impersonation): il molestatore maschera la propria identità facendosi credere un’altra persona per utilizzare un profilo neutro e sferrare altri attacchi o reperire informazioni;
  5. Rivelazioni (exposure): il molestatore pubblica informazioni private o imbarazzanti riguardanti la vittima per metterla in cattiva luce o per farla vergognare;
  6. Inganno (trickery): ottenere la fiducia di qualcuno con l’inganno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate;
  7. Esclusione: il molestatore riesce ad escludere la vittima da un gruppo on line per emarginarla;
  8. Cyberstalking: il molestatore invia ripetutamente aggressioni e denigrazioni minacciose mirate a incutere paura nella vittima.

I 5 SEGNALI PER RICONOSCERE UN CYBERBULLO

  1. Aggressività (quale modalità di relazione con gli altri);
  2. Impulsività (associata all’incapacità di autocontrollo e riscontrabile nelle esperienze di prevaricazione sugli altri);
  3. Scarsa tolleranza alle frustrazioni e alle regole;
  4. Mancanza di empatia (che impedisce di comprendere sentimenti ed emozioni di chi subisce i suoi comportamenti);
  5. Mancanza di sensi di colpa rispetto alle proprie azioni.

 

 

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