L'art. 18 per gli Statali resta: le regole per i licenziamenti

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 01/02/2017 20:59

Permessi e distacchi sindacali: in arrivo novità per impedire finte riunioni

L'articolo 18 continuerà a vivere per i 3,2 milioni di dipendenti pubblici, tra cui anche il personale della sanità. Il ministero guidato da Marianna Madia è intenzionato a scrivere, nero su bianco, che tra gli statali non valgono le modifiche che hanno portato a restringere la tutela nel privato. Una clausola ad hoc, che esplicita l'eccezione, dovrebbe trovare spazio nel Testo Unico del pubblico impiego, decreto attuativo della riforma della P.a, atteso in Consiglio dei ministri entro febbraio. Il provvedimento va di pari passo con la riapertura della contrattazione.

Un confronto tra sindacati e Aran, l'agenzia che rappresenta il governo nei negoziati, è già in corso e riguarda permessi e distacchi sindacali. Nella bozza di accordo che l'Agenzia ha presentato c'è anche un passaggio sulle assemblee con tetti alla durata (quella minima non potrà essere inferiore ai 30 minuti). L'obiettivo sarebbe quello di impedire riunioni 'finte'. Il piatto forte in fatto di P.a coincide però con il Testo Unico. I capitoli spazieranno dal reclutamento alle visite fiscali e non dovrebbe mancare il chiarimento sull'art.18.

La possibilità di riottenere il posto in caso di licenziamento illegittimo nelle amministrazioni pubbliche rimarrebbe intatta, nella sua versione originaria, precedente sia alla legge Fornero che al Jobs act. L'alternativa sarebbe non dire nulla, ma così facendo si correrebbe il rischio di lasciare la questione ai giudici. I tecnici starebbero lavorando in queste ore alla soluzione tecnica, con cui rendere palese l'esclusione. Una posizione sostenuta dalla ministra Madia sin dall'inizio, per diverse ragioni, che riguardano i valori costituzionali (imparzialità, autonomia, indipendenza) e il fatto che in ballo nella P.a. ci sono i soldi di tutti.

Questo non significa che la materia dei licenziamento rimarrà invariata, con il decreto che dovrebbe sbarcare in Cdm il 19 del mese, si estenderà la procedura abbreviata a tutti i casi di flagranza, dal ladro al corrotto. E vizi formali, cavilli giuridici, non potranno fermare l'azione. Prima di essere presentato a palazzo Chigi il provvedimento dovrebbe essere anche oggetto di un confronto con i sindacati, che insistono affinché nel decreto venga tradotto per intero l'accordo del 30 novembre.

Di certo, per il segretario confederale della Uil Antonio Foccillo, "non si può ulteriormente rinviare". Un appuntamento già fissato c'è: tra una settimana le sigle si ritroveranno all'Aran per discutere della bozza sulle prerogative, che fa già storcere il naso a qualche sindacato. Per esempio, sulle assemblee secondo alcuni il problema non si pone, visto che la durata media sarebbe di due ore. Ma dall'altra parte fanno osservare come dei paletti siano necessari per evitare un uso distorto delle riunioni, indette non per trattare un ordine del giorno ma per manifestazioni di protesta in luoghi pubblici (dagli asili nido ai siti turistici).

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